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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 22 lug 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Animali come noi  

Salute

La 'mappa olfattiva' degli uccelli marini

Gli uccelli marini possono volare per giorni sul mare in assenza di riferimenti topografici, raggiungere le aree di pesca e tornare rapidamente al loro nido senza perdersi: come siano in grado di fare questo è stato per lungo tempo un mistero. Attraverso un’innovativa analisi non invasiva dei loro movimenti, un team internazionale composto da ricercatori del Cnr dell’Istituto dei sistemi complessi (Isc) di Sesto Fiorentino e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), con colleghi portoghesi (Mare) e britannici (Rothamsted Research), ha ora dimostrato che tali volatili usano una 'mappa olfattiva’, che utilizza odori presenti nell’ambiente marino e consente loro di orientarsi come un marinaio dotato di tutte le tecnologie antiche e moderne disponibili.

Lo studio, appena pubblicato sui 'Proceedings of the Royal Society B’, ha preso in esame 210 esemplari di 'Berta maggiore’ di tre specie diverse provenienti da sette colonie ('Calonectris borealis’ dell’Atlantico settentrionale, 'Calonectris diomedea’ nel Mediterraneo, e 'Calonectris edwardsii’ dell’Atlantico centrale) con l’obiettivo di comprendere i meccanismi fisiologici e comportamentali alla base delle loro sorprendenti capacità. Questi uccelli, parenti degli albatros, sono infatti in grado di percorrere centinaia di chilometri per pescare pesci e cefalopodi, per poi ritornare rapidamente al nido (spesso collocato su isole remote in spaccature delle rocce) e alimentare il loro unico pulcino, in totale assenza di punti di riferimento nel paesaggio marino che possano guidarli o facilitare l’arrivo a destinazione. 

“Abbiamo ipotizzato che la loro capacità di navigare su grandi distanze possa essere attribuita a una 'mappa olfattiva’ basata su odori presenti nell’ambiente marino, probabilmente dimetilsulfuro, un composto naturale molto comune negli oceani e nei mari”, spiega Stefano Focardi dell’Isc-Cnr. “Tale ipotesi è stata confermata dalla messa a punto di un modello matematico di orientamento olfattivo in presenza di turbolenze atmosferiche. I volatili, cioè, associano determinati odori alle correnti di vento che arrivano da diverse direzioni rispetto alla colonia: è proprio la percezione o meno di questi odori, a seconda della soglia di concentrazione nell’aria, a guidare il loro volo, che passa così da momenti di navigazione 'casuale’ a spostamenti direzionali verso l’obbiettivo, basati sulle tracce olfattive”. L’analisi delle escursioni, in particolare, ha evidenziato che la maggior parte del campione attua un nuovo tipo di 'volo di Lévy’: un moto solo apparentemente casuale, caratterizzato da spostamenti molto brevi e ravvicinati alternati a lunghe tratte praticamente rettilinee.

“Mentre in passato sono stati effettuati studi sulle 'mappe olfattive’ che guidano l’orientamento dei piccioni viaggiatori, è la prima volta che questa capacità viene dimostrata in specie selvatiche”, conclude Focardi. “Nello specifico, questo meccanismo di navigazione, oltre a svelarci ulteriori aspetti della vita della Berta maggiore, potrebbe anche spiegare il movimento di altre specie di uccelli, ad esempio durante le migrazioni o l’'homing’, cioè il ritorno a casa”.

Francesca Gorini

Fonte: Stefano Focardi , Istituto dei Sistemi Complessi, tel. 055/5226693, email stefano.focardi@fi.isc.cnr.it