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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 22 lug 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Animali come noi  

Cultura

Cane e padrone: questione di sguardi

Lo scambio di sguardi è un potente mezzo di comunicazione con cui la specie umana costruisce legami emozionali. Dal punto di vista fisiologico, il contatto visivo innesca una risposta ormonale, mediata dal rilascio di ossitocina dall’asse ipotalamo-ipofisi. Un recente studio pubblicato su 'Science’ ha dimostrato che anche nella costruzione del legame emotivo tra cane e padrone è coinvolta la stessa risposta endocrina.

“Di fatto, è stato scoperto il meccanismo alla base della causa prossima, che spiega però solo parzialmente la costruzione del legame”, chiarisce Ferdinando Boero, zoologo associato all’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr. “Ma vanno considerate le fondamentali cause ultime, ecologiche ed evoluzionistiche: millenni di convivenza in un vero e proprio rapporto di coevoluzione”.

In effetti, il 'Canis lupus familiaris’ è una vera e propria 'creazione’ dell’uomo che, domesticando i primi lupi, ne ha selezionato artificialmente l’espressione dei geni, portando alla moltitudine di razze oggi note. Avverte Boero che “non occorre dimenticare che ogni cane ha ancora in sé il potenziale della sua specie, che è lo stesso di un lupo: carnivoro, predatore, territoriale e aggressivo nel difendere il suo territorio”. ""

La spinta selettiva dell’uomo ha modellato i cani secondo certe aspettative: per compagnia, con precisi compiti, quale la cura delle greggi, spesso selezionando caratteristiche di aggressività. “Non va dimenticata la casistica di aggressioni a opera di cani di piccola taglia, che non hanno solitamente conseguenze nefaste”, continua il ricercatore. “Ma quando ciò avviene da parte di un cane che è stato selezionato per avere morfologie e comportamentali letali, non bisogna stupirsi di notizie anche terribili”. La selezione è spesso problematica anche per l’animale: i cani di razza pura tendono ad avere problemi in determinate funzioni, basti pensare alle difficoltà respiratorie del bulldog.

La questione assume facilmente tinte polemiche. “La responsabilità certo non può essere del cane, che è stato selezionato dall’uomo, né però si può dire, come spesso si sente, che sono le persone a dover essere consapevoli del rischio di avvicinare certi cani”, aggiunge Boero. “Dovrebbe piuttosto esistere una certa forma di controllo. Il cane non solo è l’espressione dei desideri dei proprietario, ma è anche l’oggetto di un legame emotivo profondo; si tende quindi a riflettere il proprio io, la propria dimensione etologica su quella dell’animale. Ma si tratta di due specie diverse e di due universi etologici distanti”.

Diego Scipioni

Fonte: Ferdinando Boero , Istituto di scienze marine, Lesina, tel. 0832/298619, email ferdinando.boero@unisalento.it