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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 28 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Alberi  

Ambiente

Il cipresso, un efficace pompiere

Per limitare gli effetti degli incendi boschivi l'Istituto per la protezione delle piante (Ipp-Cnr) ha proposto in sede europea un progetto per la costituzione di barriere verdi di cipresso. L'innovativa proposta di contrastare gli incendi (fino a quelli di media intensità) con una specie arborea ha già dato prova di efficacia in occasione di alcuni eventi in Turchia. 

"È un approccio paesaggisticamente molto valido, economico (per la produzione di legno che ne deriva) ed ecologico, perché il Cupressus sempervirens è una specie autoctona del bacino mediterraneo", aggiunge Paolo Raddi, ricercatore associato dell'Ipp-Cnr, che spiega i dettagli dell'idea: "Prevediamo la realizzazione di fasce verdi costituite con 50 cloni di cipresso della varietà a chioma espansa, resistenti al cancro, disposti su 17 file con un sesto d'impianto di 3mx3m. Il cipresso ha una bassa infiammabilità rispetto ad altre specie mediterranee e l'aspetto largo della varietà horizontalis, insieme all'elevata acidità della lettiera (le sostanze organiche morte che si raccolgono alla base) ostacolano la germinazione dei semi e quindi lo sviluppo delle piante di sottobosco. La stessa lettiera si mantiene umida e compatta grazie alla sua capacità di ritenzione idrica e il tronco liscio ostacola la progressione dell'incendio. Il cipresso, poi, si 'autopota' negli anni, allontanando da terra la massa infiammabile".

U un albero ideale, insomma, per impedire il propagarsi di una delle maggiori problematiche ambientali del bacino mediterraneo. L'idea dell'Ipp-Cnr è stata presentata al 'Programme Operationnel Med' con partner portoghesi, spagnoli, francesi, maltesi, greci, turchi, tunisini ed israeliani, superando con merito la prima selezione.

L'Ipp-Cnr ha una lunga esperienza scientifica sul cipresso. Spiega Raddi: "L'attività sul miglioramento genetico è iniziata nel 1975 e nel tempo ha ottenuto dalla Comunità europea il finanziamento di sette progetti quadriennali. I risultati ottenuti hanno riguardato l'incremento delle conoscenze scientifiche sulla biologia e sulle principali avversità, oltre all'ottenimento di una larga base genetica di selezioni resistenti al cancro, da utilizzare per realizzare impianti di tipo ornamentale, protettivo e per frangivento".

Claudio Barchesi

Fonte: Paolo Raddi, Istituto per la protezione delle piante, Sesto Fiorentino , email p.raddi@ipp.cnr.it -