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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 28 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Alberi  

Tecnologia

Lo Stradivari suona bene grazie al legno: lo dice la fisica

I grandi liutai della scuola cremonese, i celeberrimi Guarneri del Gesù e Stradivari, realizzarono nei secoli XVII e XVIII violini straordinari, il cui suono è ancora oggi inimitabile. Il segreto della resa armonica di questi strumenti è stato di volta in volta attribuito a segrete vernici, ad alchimie tramandate di padre in figlio, ma anche a elementi occasionali, come i funghi del legno e il trasporto fluviale dei tronchi.

In realtà, pare certo, che Stradivari e gli altri maestri cremonesi fossero prima di tutto esperti selezionatori di alberi e legni. Per le tavole armoniche usavano solo abete rosso proveniente dalle foreste trentine di Paneveggio. Sembra che si recassero personalmente nei boschi, per scegliere sul posto gli alberi adatti, piante dalle caratteristiche di compattezza e flessibilità uniche, tuttora studiate e forse dovute al clima di quei secoli.

Che gli strumenti dei grandi liutai suonino ancora oggi meglio degli altri, viene da chiedersi, è un dato oggettivo o una percezione soggettiva? Un buon violino moderno suona molto diversamente da un vecchio Guarneri? Per dare una risposta a queste domande, i ricercatori dell'Istituto di acustica e sensoristica ‘Orso Mario Corbino' (Idasc) del Cnr hanno rinnovato un antico filone di ricerca, che mira a definire i criteri fisici per valutare la qualità acustica degli strumenti.

"L'idea di base dei nostri studi", spiega Giovanni Bosco Cannelli, fisico dell'Idasc-Cnr, "è basata sul concetto di ‘signature', termine preso in prestito dall'acustica delle sorgenti sonore con cui si intende l'andamento, in funzione del tempo, dell'intensità sonora di un sistema, una volta eccitato con un idoneo impulso acustico standard. La ‘signature', a sua volta, è strettamente connessa con il contenuto armonico nello spettro di frequenza. La metodologia d'indagine prevede di acquisire i dati fisici di diversi strumenti e relazionarli con i risultati della valutazione soggettiva di un numero statisticamente significativo di ascoltatori, posti in una camera del nostro Istituto acusticamente trattata. In tal modo si può determinare la migliore correlazione statistica tra dati fisici e oggettivi degli strumenti e stilare una graduatoria della loro bontà acustica".

Gli studi sulla qualità del suono dei violini ha nell'Idasc origini antiche. "Nel 1938 il professor Gioacchino Pasqualini, ricercatore dell'Istituto, cercò di caratterizzare la qualità acustica dei violini antichi, cercando di determinare quali fossero i parametri più significativi atti a definire eccellente il suono di uno Stradivari o di un Guarneri del Gesù e osservò che il rinforzo del suono alle varie frequenze di risonanza nei violini antichi è maggiore e dura più a lungo".

Gli studi di Pasqualini tornano oggi d'attualità, anche grazie agli strumenti moderni e gli algoritmi che le nuove tecnologie sono in grado di fornire.

C.B.

Fonte: Giovanni Bosco Cannelli , IDASC-ISTITUTO DI ACUSTICA E SENSORISTICA DEL CNR "Orso Mario Corbino" - ROMA, tel. 06/49934058, -4026, email giovannibosco.cannelli@idasc.cnr.it