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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 28 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Alberi  

Tecnologia

In quella resina l'ecosistema africano del Cretaceo

Resina che colava dagli alberi che componevano le foreste tropicali del continente africano durante il Cretaceo, 95 milioni di anni fa, quando ancora sulla Terra dominavano i dinosauri. Nel tempo trasformata in ambra di colore giallo-rosso chiaro, con dimensione dei pezzi fino a 25 centimetri di diametro, è stata scoperta in Etiopia centrale - la prima rinvenuta in Africa - e studiata fin nei più piccoli particolari da un gruppo di venti ricercatori di nazionalità diversa: tedeschi, francesi, austriaci, etiopi, inglesi, americani e italiani.

In particolare, due ricercatori italiani, Eugenio Ragazzi e Guido Roghi, rispettivamente dell'università di Padova e dell'Istituto di geoscienze e georisorse (Igg) del Cnr, si sono occupati della datazione della resina attraverso studi palinologici e chimico-fisici e di indagare, attraverso l'analisi dei pollini estratti dallo stesso materiale organico fossilizzato nelle argille nel quale sono state trovate le ambre, le condizioni meteo-climatiche di quel tempo.

"Le foreste tropicali composte da conifere erano site nell'area, che diventerà famosa come la ‘culla dell'umanità' dove l'uomo fece i suoi primi passi ", spiega Roghi. "Queste piante essudavano una resina che inglobava e diventava la tomba di tutti gli insetti, ragni, funghi, batteri e nematodi che popolavano quel ricco ambiente. Lo studio di questi organismi rappresenta una finestra sul Cretaceo, periodo durante il quale apparvero e si diversificarono le piante con fiore (angiosperme), che con la loro diffusione cambiarono drasticamente gli ecosistemi terrestri. Nella resina sono stati trovati anche i resti di insetti tra più antichi mai ritrovati in Africa, come la prima formica fossile e il più antico ragno costruttore di ragnatele".

Aver trovato ambra africana è particolarmente significativo, se si pensa che la maggior parte delle resine fossili conosciute provengono dall'emisfero Nord e che i ritrovamenti nell'emisfero australe sono sempre stati molto scarsi. Questo rende il ritrovamento fondamentale per capire la paleoecologia e l'evoluzione degli organismi di questa parte della Terra.""

I risultati della ricerca, pubblicata su Proceeding of the National Academy of Sciences (Pnas), sono il frutto di cinque anni di lavoro e vengono esposti al ‘Fossils x 3: Insects, Arthropods, Amber Conference‘ che si tiene a Beijing in agosto. A luglio, invece, si tiene a Budapest, nell'ambito dell'‘8th European Palaeobotany - Palynology Conference', una sessione ad hoc sull'ambra dal titolo ‘Plant Resin, Climate and Environments', durante la quale vengono rese note le conoscenze acquisite sulla chimica della resina fossile, sulla sua produzione e sulle relazioni con il paleoclima durante il Cretaceo.

Attualmente, i due ricercatori - già conosciuti per aver collaborato nelle ricerche dell'ambra più antica mai scoperta, la triassica delle Dolomiti, 135 milioni di anni più vecchia di quella dell'Etiopia - stanno portando avanti una serie di ricerche sull'ambra attraverso l'analisi degli isotopi del carbonio, allo scopo di capire le relazioni tra gli eventi climatici e l'essudazione di resina da parte delle piante. Gli studi riguardano altre resine fossili del Cretaceo ritrovate in Spagna, Francia, Canada, Italia, Thailandia, oltre quelle scoperte in Etiopia.

Rita Lena

Fonte: Guido Roghi , Istituto di geoscienze e georisorse, Padova, tel. 049/8272092, email guido.roghi@igg.cnr.it