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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 10 dic 2014
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

Tremori vulcanici o vibrazioni sismiche?

In gran parte del territorio nazionale, la Rete sismica nazionale (Rsn) dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) rileva ogni giorno centinaia di vibrazioni, a bassa frequenza, molto simili, per forma, a quelle naturali profonde, chiamate 'tremori non vulcanici’. Si tratta, di vibrazioni sismiche con frequenza tra 2 e 5 Hz (2-5 oscillazioni al secondo), generate da impianti industriali e, in particolare, dalle cementerie. Lo rileva uno studio, condotto dall’Ingv, pubblicato su 'Geophysical Research Letters’.

“L’indagine parte dalla scoperta di tremori non vulcanici identificati per la prima volta in Giappone nel 2002 e successivamente in altre zone del mondo”, spiega Alessandro Amato, primo ricercatore dell’Istituto, “che sono molto importanti per le loro implicazioni in termini di dinamica del contatto tra le placche e quali indizi della presenza di fluidi in profondità nella crosta e nel mantello terrestre. Studiando tali fenomeni anche sul nostro territorio, ci siamo invece imbattuti in segnali di altra provenienza: vibrazioni sismiche di origine antropica con caratteristiche simili ai tremori non vulcanici”.

“Dove la Rsn è più fitta, quindi particolarmente sensibile, siamo in grado di localizzare l’origine di questi tremori” aggiunge Diana Latorre, ricercatrice dell’Ingv. L’identificazione dei segnali di origine antropica - distinta dall’enorme quantità di segnali continui rilevati da centinaia di sismometri - permette di perfezionare il sistema di analisi dei segnali sismici. “Lo studio dei tremori naturali potrebbe inoltre aprire nuove prospettive per la comprensione del fenomeno sismico in tutte le sue manifestazioni”, conclude Amato.