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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 10 dic 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Notizie dell'anno  

Socio-economico

Mediterraneo, i viaggi della speranza

Gli sbarchi di migranti a Lampedusa hanno dominato le cronache. L’Europa, nonostante la crisi, per molti stranieri è ancora un sogno: secondo stime recenti, nei primi nove mesi del 2014 sono sbarcate in Italia circa 130 mila persone; circa 3.000 sono state invece le vittime di questi 'viaggi della disperazione'.

Alla fine del 2013 gli stranieri residenti nel nostro Paese erano quasi cinque milioni, la metà dei quali, secondo i dati del 'Rapporto immigrazione Idos Unar’, proveniente da cinque paesi: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina.

Un identikit del migrante è comunque impossibile da fare, come spiega Michele Colucci, dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr: “Il fenomeno migratorio è estremamente dinamico e coinvolge soggetti che hanno storie, vissuti e percorsi differenti. Tra l’altro l’Italia è terra di approdo da 40 anni ed esistono ormai seconde e terze generazioni di origine straniera, fatto questo che rende ancor più articolata la questione”.

Non è facile neppure ricostruire le cause che originano i flussi: gli arrivi del 2014 sono stati in parte determinati dalla crisi politica della Siria e di altri paesi del Vicino Oriente. C’è poi chi scappa da persecuzioni religiose."Tuttavia, molti sono i processi migratori non imputabili a una 'fuga’, ma alla scelta consapevole di migliorare le proprie aspettative e condizioni di vita o di sottrarsi alla povertà", aggiunge il ricercatore del Cnr.

Analizzando le dinamiche dello sviluppo economico tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, emerge la profonda differenza di ricchezza tra la riva Nord e quella Sud e medio-orientale. Se alcuni indicatori mostrano un processo di convergenza che riguarda soprattutto la durata media della vita e i livelli d’istruzione, permango tuttavia disuguaglianze socio-economiche che sono alla base del forte esodo e della pressione migratoria verso l’Europa.  

In questo quadro, sta emergendo la figura del 'rifugiato ambientale'. “È un soggetto di difficile individuazione, in quanto l’ambiente diventa fattore di migrazione a seguito di calamità naturali e altri fattori, quali la scarsità di terra e di acqua, il degrado del suolo e la desertificazione, che alterano in maniera graduale l’equilibrio popolazione-risorse”, spiega Eugenia Ferragina dell’Issm-Cnr. “E i mutamenti climatici sono destinati a incidere pesantemente sui flussi Sud-Nord del Mediterraneo, anche se a oggi è difficile fare stime quantitative”.

Il 27 ed il 28 novembre scorsi si sono tenute a Roma due conferenze euro-africane sulla tematica dei flussi migratori, con l’obiettivo di impostare la questione in termini di dialogo e confronto tra paesi di partenza e di arrivo. “Si tratta di una strategia globale e multidimensionale che vuole affrontare in modo innovativo il nesso tra migrazione, sviluppo, contrasto della criminalità, protezione dei migranti”, conclude Ferragina.

Emanuele Grimaldi

Fonte: Michele Colucci, Istituto di studi sulle societ del mediterraneo, Napoli, tel. 081/6134086 (int. 227) , email colucci@issm.cnr.it - Eugenia Ferragina, Istituto di studi sulle societ del mediterraneo, Napoli, tel. 081/6134086 , email ferragina@issm.cnr.it -