Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 17 - 26 nov 2014
ISSN 2037-4801

Focus - La morte  

Socio-economico

Dare corpo alla scienza

Dal 16 ottobre 2014 è tornata a Roma, dove resterà fino al 15 febbraio 2015, 'Body Worlds’, la curiosa mostra dell’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens. Allestita negli spazi del Set in via Tirso, 'Body Worlds’ propone un percorso dedicato al ciclo della vita, con le fasi e i relativi cambiamenti che si attraversano. Strati di pelle, tendini tesi, muscoli in vista, organi sani e malati: corpi veri, o meglio, cadaveri 'plastinati’ secondo una tecnica inventata e brevettata dallo stesso Gunther. Se in passato i campioni anatomici venivano messi nella formalina per permetterne il mantenimento, la tecnica dello scienziato tedesco per garantirne la perfetta conservazione sostituisce ai liquidi corporei polimeri di silicone.

Le tecniche di conservazione delle salme sono nate circa 5.000 anni fa, già gli egiziani conservavano i corpi perché solo in questo modo il defunto poteva continuare a vivere nell’aldilà. Egiziani e Incas praticavano l’imbalsamazione, ottenuta con tecniche differenti in base alle possibilità delle famiglie dei defunti: per i più ricchi il corpo svuotato dalle viscere veniva messo in un bagno di natron per 70 giorni, i meno fortunati si dovevano accontentare della salamoia. Il risultato era comunque lo stesso: la mummificazione.

La conservazione dei corpi ha permesso nei secoli lo studio degli stessi, lo stesso Leonardo da Vinci studiava cadaveri, trafugati di notte, dissezionandoli. Ed è solo la visione diretta che ha permesso di arrivare a una conoscenza ampia del corpo umano e del suo funzionamento. I progressi della medicina hanno poi fatto il resto, permettendo uno studio sempre più approfondito sia dei corpi sia di parti di esso.

“Tra le parti del corpo conservate ha sicuramente grande importanza il sangue, perché anche a distanza di tempo permette di scoprire nuovi fattori di rischio di malattie o di effettuare diagnosi”, afferma Roberto Volpe, medico del Servizio prevenzione e protezione (Spp) del Cnr. “Il sangue conservato con azoto liquido a temperature intorno ai -180°C fornisce informazioni essenziali a distanza di 10-20 anni, grazie anche a scoperte di parametri sconosciuti fino a non molti anni fa, come ad esempio, la lipoproteina(a), l’omocisteina (un amminoacido solforato), la cui eccessiva presenza nel sangue è oggi considerata un fattore di rischio cardiovascolare. In effetti, 50-60 anni fa non si teneva conto dei problemi relativi ai comuni fattori di rischio cardiovascolare, come il colesterolo Ldl e Hdl oi trigliceridi, e il sangue era usato per lo più in infettivologia”.

Lo studio dei corpi, inoltre, grazie all’esame del Dna o alle tecniche di immagine quali radiografie e risonanza magnetica nucleare, soddisfa curiosità retroattive. “Molto si è scoperto esaminando i corpi conservati di papi, personaggi famosi o figure storiche: è emerso ad esempio che Tutankhamon soffriva di una rara malattia, la sindrome di Klippel-Feil, che gli aveva già quasi paralizzato il collo e che tutta la sua ossatura era minata da una scoliosi cronica”, conclude il ricercatore dell’Spp-Cnr.

A.B.

Fonte: Roberto Volpe , Sevizio prevenzione e protezione del Cnr, Roma, tel. 06/49937630, email roberto.volpe@cnr.it