Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 4 - 28 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Alberi  

Tecnologia

Quando il bosco è mobile

Aprire la strada alla gestione e allo sfruttamento sostenibile del legno locale in Lombardia, per la promozione di una nuova cultura forestale e il rilancio delle attività produttive legate al mobile brianzolo. Questi i primi step del progetto 'Bomo', frutto della collaborazione fra l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio nazionale delle ricerche di San Michele all'Adige (Trento), il Consorzio forestale della Val d'Intelvi, il Progetto Lissone Spa e il Gruppo di ricerca sullo sviluppo sostenibile dell'università di Milano Bicocca.

"Lo studio, di durata biennale", spiega Mario Marra, dell'Ivalsa-Cnr, "intende realizzare una filiera regionale per il settore del legno-arredo, caratterizzata dall'utilizzo, da parte dei mobilifici del distretto di Lissone, di materiale legnoso proveniente dalle foreste di proprietà dei soci del Consorzio forestale Lario Itelvese".

L'attuazione del progetto prevede una serie di passaggi intermedi: dalla caratterizzazione della materia prima presente sul territorio alla realizzazione di una 'Carta della qualità del legno', fino alla verifica della sostenibilità dell'intero processo di gestione forestale e produzione. Nella fase conclusiva, infine, le aziende del Progetto Lissone provvedono alla realizzazione di prototipi finiti di arredi per le scuole d'infanzia.

"Ammonta a oltre 2.814 ettari (ha) la superficie gestita dal Consorzio forestale Lario Intelvese, di cui 602 riservata a pascoli e prati, mentre la restante quota è costituita da foreste (1.110 di bosco d'alto fusto e 1.102 di boschi cedui)", precisa il ricercatore. "E, sebbene i boschi di faggio rappresentino il popolamento forestale maggiore, l'acero-frassineto raffigura la tipologia forestale che ha contribuito maggiormente al processo di ricolonizzazione spontanea del bosco su ex pascoli".

Per quanto attiene, invece, la valutazione del materiale in termini tecnologici e qualitativi, continua Marra, "il Laboratorio qualità del legno dell'Ivalsa-Cnr ha elaborato un piano di lavoro che si articola su due tematiche: analisi della caratterizzazione fisica, meccanica e tecnologica del legno, con prove di laboratorio su provini di piccole dimensioni; determinazione della qualità del legno e certificazione della qualità".

Un approccio metodologico improntato alla sostenibilità, con la valutazione integrata degli aspetti ambientali, economici e sociali attraverso lo sviluppo di indicatori atti a monitorare nel tempo l'andamento delle variabili strategiche in relazione con la capacità di carico del sistema bosco, la gestione sostenibile del taglio del legname e la fattibilità economica della realizzazione della filiera corta e locale del legno.

Silvia Mattoni

Fonte: Mario Marra, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Follonica, tel. 0461/660215 , email marra@ivalsa.cnr.it -