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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 17 set 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Tecnologia

Rosetta svela i segreti della cometa 

Le prime immagini inviate dalla sonda interplanetaria Rosetta nel suo viaggio di avvicinamento alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko hanno rivelato una forma inconsueta, due corpi distinti uniti da un 'ponte’ luminoso, che alcuni astronomi hanno paragonato a una 'papera di gomma’, l’animale giocattolo usato per il bagno dei bambini.

La sonda, frutto di un progetto europeo coordinato dall'Agenzia spaziale europea (Esa), ha iniziato ai primi di agosto le manovre che l’hanno portata a orbitare attorno alla cometa. A bordo della sonda c’è il sofisticato sistema di imaging Osiris, grazie al quale è possibile ottenere immagini del corpo celeste a una risoluzione mai vista finora. Osiris è frutto del lavoro di una consorzio di ricerca in cui è coinvolto il laboratorio Luxor-Cnr di Padova, che ha progettato e testato parte della componentistica ottica.

“Il nostro ruolo ha riguardato in particolare lo sviluppo della tecnologia della 'Wide Angle Camera’, la camera per imaging ad alta risoluzione e largo campo di vista, fondamentale per la corretta acquisizione delle immagini non solo del nucleo della cometa ma anche della chioma”, spiega Vania Da Deppo, ricercatrice del Luxor-Cnr. “In questo momento, assiemecon altri ricercatori del team, siamo impegnati nell’analisi dei dati spettrali della regione di collegamento tra i due corpi principali della cometa. Il fatto che la regione centrale (il collo) appaia più luminosa e liscia sembra, infatti, suggerire una differente composizione rispetto al resto del nucleo”.

Tramite Osiris, la sonda sta effettuando una minuziosa mappatura della superficie per individuare il punto migliore per la discesa del robottino 'Philae’, che a novembre atterrerà sulla cometa. “È la prima sonda spaziale della storia impegnata in una missione complessa come è il 'rendez vous’ con la cometa, il suo accompagnamento mentre orbita intorno al sole e il rilascio del 'lander’ che effettuerà una serie di misure delle caratteristiche fisiche della superficie e indagherà la struttura interna del nucleo”, aggiunge le ricercatrice. “Per questo dal Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, l’istituto che coordina il team di Osiris, stiamo monitorando attentamente la superficie. Le operazioni di delivery del landing, in particolare, sono estremamente difficili ed è necessario fornire tutto il supporto tecnico necessario”.

Al consorzio che ha realizzato Osiris partecipano anche: il Centro interdipartimentale di studi e attività spaziali (Cisas) dell’Università di Padova, il laboratorio di Astrofisica di Marsiglia (Francia), l’Istituto di astrofisica dell’Andalusia (Csic, Spagna), l’Ufficio di supporto scientifico dell’Agenzia spaziale europea (Esa, Olanda), l’Istituto nazionale di tecnica aerospaziale (Spagna), l’Università Politecnica di Madrid (Spagna), il Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Uppsala (Svezia), l’Istituto di Computer and Network Engineering della Braunschweig University of Technology (Germania). Il supporto finanziario è fornito dalle Agenzie spaziali di Germania (Dlr), Francia (Cnes), Italia (Asi), Spagna (Mec), Svezia (Snsb) e dall’Esa Technical Directorate.

Fonte: Vania Da Deppo, Ifn-Uos Laboratorio Luxor, Padova,, tel. 049/7897264 , email vania.dadeppo@ifn.cnr.it -