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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 25 giu 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Mondiali di calcio  

Agroalimentare

Amazzonia: il polmone minacciato

La foresta amazzonica è una delle più grandi risorse ambientali del pianeta e il Brasile ne ospita il 60%. Con i suoi 520 milioni di ettari di foresta il paese sudamericano è il secondo territorio per superficie boschiva al mondo. Questo polmone verde accoglie tra le sue fronde e nel sottobosco il 10% delle specie viventi, costituendo il più grande serbatoio di biodiversità del globo: nell’area vivono 2.5 milioni di specie di insetti, più di 40.000 specie di piante e circa 2.000 tra uccelli e mammiferi.

Perché questo livello di biodiversità? “Oltre all’estensione e all’assenza prolungata di disturbi importanti, i fattori principali sono da ricercare nel clima: temperature calde, senza grosse oscillazioni e ampia disponibilità di acqua, la foresta è appunto 'pluviale’”, spiega Giorgio Matteucci, ricercatore presso l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr di Cosenza. “Queste condizioni fanno sì che non ci siano sostanzialmente limitazioni alla disponibilità di energia e acqua, le due risorse principali per la vita sulla terra. Inoltre, la quantità di materia organica presente nell’ecosistema amazzonico rende disponibili anche molte risorse nutritive”

Le foreste, che occupano il 31% della superficie terrestre, rivestono un ruolo fondamentale per gli equilibri ecologici e climatici del pianeta, spesso minacciati dall’uomo in maniera diretta o indiretta. La foresta amazzonica non fa eccezione.

“La deforestazione è stata legata sino agli anni '80-'90 alle pratiche agricole di sussistenza dette 'slash and burn’ (taglia e brucia) che, a causa del rapido impoverimento dei suoli, determinavano lo spostamento dei contadini e la distruzione di altre aree”, prosegue Matteucci. “Più recentemente la pratica è legata alla trasformazione di larghe porzioni di foresta a pascoli per il bestiame e, negli ultimi anni, a campi per la coltivazione della soia. Tra il 2000 ed il 2010 in Brasile sono stati disboscati mediamente 2.5 milioni di ettari ogni anno. Recentemente, però, c’è stata un’inversione di tendenza: la deforestazione si è ridotta di circa il 40% e sono state create anche ampie zone protette”.

I cambiamenti climatici costituiscono un’altra minaccia per la foresta amazzonica, forse ancora più seria. Se infatti alla deforestazione si può porre un freno con azioni politiche, per i cambiamenti del clima è più difficile. “Nel 2005 e 2010 due ondate di siccità hanno causato grossi danni e morie, con significative emissioni di carbonio per meno fotosintesi e per la morte delle piante”, conclude il ricercatore. “Se queste ondate di siccità si ripeteranno con maggiore frequenza il futuro della foresta amazzonica con tutte le sue forme di vita e il suo ruolo di equilibratore del clima saranno fortemente a rischio. È dovere di tutti agire per evitare, per quanto possibile, questo scenario negativo”.

Giulia Vittoria Francomacaro

Fonte: Giorgio Matteucci, Istituto per i sistemi agricoli e forestali del mediterraneo, Roges di Rende, tel. 06/0672533 , email giorgio.matteucci@cnr.it -