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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 11 giu 2014
ISSN 2037-4801

Focus - 25 anni del web  

Socio-economico

Nella 'rete' del lavoro

La diffusione di internet e delle corrette competenze informatiche nei prossimi anni potrebbero creare, in Italia, centinaia di migliaia di nuove opportunità lavorative. La previsione sembrerebbe oltremodo ottimistica, considerato che nel 2013 la digital economy italiana ha fatto registrare un crollo del 4,4% rispetto ai numeri già in flessione del 2012, con una perdita di oltre 65 miliardi di euro di fatturato (Rapporto Assinform 2014).

Eppure esistono dei comparti del settore dinamici e in forte espansione. “Ad esempio quello dei software e delle soluzioni Ict, che comprende il mercato delle applicazioni e la domotica, e che ha visto un incremento del 2,7%. E soprattutto il comparto dei contenuti e della pubblicità digitale, cresciuto del 5,6%, e dove negli ultimi anni si sono sviluppate nuove opportunità di lavoro”, riferisce Anna Vaccarelli dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa.

Giulio Xhaet, direttore del progetto Web Media Accademy nel libro 'Le Nuove professioni del web’ (Hoepli) ha identificato in questo settore otto nuove figure che appartengono al codice umanistico, con profili legati al marketing e alla comunicazione. Tra le più ricercate, il community manager, il Seo che si occupa di avere la massima visibilità sui motori di ricerca, l’all-line advertiser, che cura le strategie promozionali, il web analyst che valuta i dati statistici.

“Sia le grandi aziende sia le piccole imprese sono alla ricerca di persone che occupino ruoli di questo tipo”, sostiene Xhaet. "Ma in Italia manca il raccordo tra la domanda e l’offerta e soprattutto un’adeguata formazione: l’offerta didattica dei corsi di scienze della comunicazione, per esempio, non è andata di pari passo con le esigenze del mondo del lavoro digitale”.

“Le stime di 'E skills for job 2014’, il progetto della Commissione europea pensato per sensibilizzare tutti gli stati membri sul tema delle competenze digitali, parlano chiaro”, prosegue Vaccarelli. “Nel 2015 le posizioni aperte in Europa nel settore Ict saranno 500 mila. E la previsione per il 2020 è ancora più alta: dai 730 mila a oltre 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro. Un treno a cui si potrebbe agganciare anche il nostro Paese se crescesse la diffusione di internet nella popolazione, a un livello ancora troppo basso, il 60%, rispetto ad altri stati europei come la Germania (83%), la Francia (79,6%), il Regno Unito (83,6%) e l’Olanda (92,9%)”.

Lo studio 'Crescita digitale’ realizzato da Marco Simoni e Sergio De Ferra della London School of Economics, per la fondazione Italia Futura, ha stimato che un aumento della diffusione di internet del 10% produrrebbe una crescita dell’occupazione dello 0,44% e una crescita dell’occupazione giovanile dell’1,47%. Con un livello di diffusione di internet pari a quello francese, in Italia ci potrebbero essere, quindi, 200 mila occupati in più, di cui 100 mila nella fascia dai 15 ai 24 anni. E il numero aumenterebbe a oltre i 275 mila, di cui più di 140 mila giovani, se si raggiungesse il livello olandese.

Internet - infine - dà una possibilità a chi vuole cambiare non solo impiego, ma anche vita: i 'wwworkers’. Il termine è stato coniato da Giampaolo Colletti, communication manager e storytelling digitale, che sulla piattaforma wwworkers.it, dal 2010 ha raccolto più di 2.000 testimonianze di questo tipo. Il fenomeno è divenuto anche un libro 'Wwworkers, i nuovi lavoratori della rete’, edito dal Gruppo24ore.

“Abbiamo censito finora 271 diversi mestieri: dallo startupparo al maker, sino a mestieri più tradizionali come l’artigiano, il contadino o il pastore che hanno successo in rete” conclude Colletti.

G.M.S.

Fonte: Anna Vaccarelli, Istituto di informatica e telematica, Pisa, tel. 050/3152635 , email anna.vaccarelli@iit.cnr.it -