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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 9 - 28 mag 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Socio-economico

Professione meteorologo 

Si è svolta lo scorso 6 maggio, presso l’Area della ricerca del Cnr di Firenze, la presentazione del programma di attività del Centro regionale di formazione dell’Organizzazione mondiale per la meteorologia (Rtc-Wmo), struttura coordinata e gestita dall’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr.

Attivo da oltre 15 anni, il Centro rappresenta uno dei 37 'nodi’ sparsi in tutto il mondo attraverso i quali il Wmo contribuisce alla creazione di una cultura meteorologica comune. Le attività condotte a Firenze, in particolare, sono rivolte ai paesi dell’Europa e del Nord Africa e prevedono un’ampia offerta di iniziative di e-learning e di corsi frontali rivolti a coloro che operano nei settori della meteorologia e della climatologia.  

“Tutte le attività sono caratterizzate da approcci e contenuti in linea con gli schemi proposti dal programma strategico del Wmo”, spiega Marina Baldi dell’Ibimet-Cnr. “L’obiettivo è arrivare a una certificazione unica delle conoscenze e delle competenze, rispettando standard internazionali condivisi, anche nell’ottica di una maggiore tutela dei cittadini. Sempre con questa finalità, inoltre, stiamo sviluppando un progetto di 'global campus’ in cui riunire il sistema dei Centri regionali di formazione, istituzioni universitarie, soggetti privati e organismi nazionali - ad esempio l’Aeronautica militare, alla quale compete la fornitura del servizio meteorologico - per mettere a punto un’offerta qualificata che risponda all’esigenza di formare circa 2.000 nuovi meteorologi ogni anno, come stimato dal Wmo. Il centro fiorentino, in questo contesto, assume un ruolo strategico per attrarre personale in formazione su scala continentale”.

L’offerta educativa è inoltre arricchita dalla collaborazione con il Lamma, il centro meteorologico frutto di un consorzio tra Cnr e Regione Toscana, che permette di proporre esperienze formative sul campo e rispondere così alle esigenze della giurisprudenza europea.

Oltre alla presentazione dei team di ricercatori coinvolti nelle attività del Wmo, il convegno ha rappresentato anche l’occasione per avviare una discussione sulla professione del meteorologo nel contesto nazionale alla luce delle recenti disposizioni legislative. “In Italia questa figura professionale non è ancora riconosciuta né prevede un ordinamento specifico”, afferma Teodoro Georgiadis dell’Ibimet-Cnr. “Come emerso da numerosi interventi, se vogliamo rendere il nostro Paese competitivo a livello internazionale è necessario lavorare alla costruzione di specifici schemi di qualificazione e certificazione delle competenze”.

Fonte: Marina Baldi, Istituto di biometeorologia del Cnr, Roma, tel. 06/49937680 , email m.baldi@ibimet.cnr.it - Francesco Sabatini, Istituto di biometeorologia, Firenze , email f.sabatini@ibimet.cnr.it -