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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 26 mar 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Cervello  

Tecnologia

L'isola dove si guarda dentro la mente

L'Associazione Fatebenefratelli per la ricerca (Afar) è una rete distribuita su tutto il territorio nazionale di gruppi di ricerca clinica, attivi presso strutture sanitarie dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio 'Fatebenefratelli’. Uno dei nuclei fondatori dell’Afar è l'ospedale romano S. Giovanni Calibita, all'Isola Tiberina. Tra i settori di ricerca trainanti dell’ospedale capitolino ci sono le neuroscienze, per le quali è in corso una convenzione con il Cnr che ha portato all’attivazione di un'apparecchiatura per Magnetoencefalografia (Meg/Eeg), tramite cui un'équipe di ricercatori ha ottenuto notevoli risultati sulla plasticità e sul riconoscimento del significato funzionale delle diverse aree cerebrali.

“Studiando pazienti affetti da patologie del sistema nervoso (ictus, disturbi del movimento, sclerosi multipla, Alzheimer e depressione) con tecniche di imaging cerebrale abbiamo compreso come il corpo e la mente vivano l’uno dell’altro dandosi vita a vicenda”, spiega Franca Tecchio, dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr, e coordinatrice del Lets (Laboratory of Electrophysiology for Translational NeuroScience) presso l'unità di Magnetoencefalografia attiva al Fatebenefratelli.

I ricercatori usano un insieme di tecniche multimodali, integrando l’imaging con dati anatomici, metabolici, biochimici ed emodinamici. “Registriamo le variazione di flusso sanguigno e di consumo d’ossigeno cerebrale rilevate con la risonanza magnetica funzionale e l’attività elettrica neuronale con i campi elettrici (Eeg) e magnetici (Meg) generati dal nostro cervello assieme con l’attività elettrica muscolare (Emg)”, prosegue Tecchio. “I dati mostrano come - mentre sentiamo, guardiamo, ascoltiamo, leggiamo, giochiamo - le regioni del cervello coinvolte, anche lontane tra loro, si sincronizzano, si connettono funzionalmente creando reti unitarie che dinamicamente prendono forma per la durata del compito da svolgere e spariscono quando non servono più, tornando silenti”.

Questi meccanismi di sincronizzazione e bilanciamento tra regioni cerebrali possono essere un elemento decisivo in alcune patologie. “Il cervello è un organo capace di adattarsi rapidamente e può essere 'allenato'”, prosegue la ricercatrice dell’Istc-Cnr, “al fine di ripristinare l’organizzazione delle connessioni funzionali necessarie, ad esempio, per utilizzare una protesi sensorizzata di mano che traduca nei movimenti desiderati i segnali raccolti da elettrodi impiantati nei fasci nervosi di un braccio amputato. Le abilità automatiche del cervello sono l’ingrediente essenziale delle interfacce uomo-macchina (Bmi) e comprenderne i meccanismi prelude a future protesi cibernetiche”.

Studiare la mente, quindi, anche per offrire una migliore assistenza sanitaria. Stiamo preparando un intervento personalizzato di neuromodulazione – una tecnica non invasiva per modificare l’eccitabilità corticale – che compensi la fatica in chi soffre”, conclude Tecchio. “'Navigando' dentro il cervello del paziente, disegniamo un elettrodo per stimolare la regione da noi scelta per compensare le alterazioni osservate. I risultati ottenuti in un primo gruppo di pazienti affetti da sclerosi multipla sono incoraggianti”.

Claudio Barchesi

Fonte: Franca Tecchio, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, Roma, tel. 06/6837382, -5 , email franca.tecchio@istc.cnr.it -