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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 12 feb 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Carnevale  

Socio-economico

Colombina, astuta ma subordinata

Tra le maschere più note della commedia dell’arte c’è una donna astuta e maliziosa, che si muove con destrezza all'interno dell’universo maschile. È Colombina, che, nel piccolo spazio riservato alle figure femminili, riesce a emergere pur restando un personaggio secondario nato soprattutto come fidanzata di Arlecchino e 'servetta’.

“Da un lato Colombina mostra come le donne riescano ad adattarsi e a sfruttare al massimo le proprie potenzialità, dall’altro rispecchia la marginalità e la subordinazione tipiche dello stereotipo femminile”, spiega Maura Misiti, dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr e coautrice con Serena Dandini di 'Ferite a morte'.

Uno stereotipo in cui le donne moderne rifiutano di riconoscersi ma che sembra ancora impresso nell'immaginario maschile. “Recenti casi di attualità mostrano la presenza di radicati e diffusi atteggiamenti antifemminili e patriarcali, in cui la donna è percepita soltanto come un corpo o un oggetto di possesso. Gli episodi di violenza sulle donne sono spesso dovuti ad aspettative deluse, a un’incapacità di affrontare le rotture e alle difficoltà di accettazione dell’autonomia femminile”, continua la ricercatrice. “La cultura maschilista si riflette anche in dati oggettivi, che relegano l’Italia al 71° posto nel 'Global Gender Gap Report 2013’, la graduatoria, stilata dal World Economic Forum, che esamina le differenze tra uomo e donna in quattro categorie chiave: partecipazione economica e opportunità, salute e sopravvivenza, risultati formativi e potere di rappresentanza politica".

Le aspettative maschili sono spesso distanti da una realtà in cui “le donne rivendicano la propria indipendenza, l’autonomia nelle scelte e nell’uso del corpo, il diritto allo studio e al lavoro, vivendo quello che alcuni studiosi chiamano 'femminismo inconsapevole’”, continua Misiti. "Anche gli uomini stanno però affrontando riflessioni sugli stereotipi della mascolinità. Ho notato, ad esempio, la grande partecipazione maschile nel lavoro svolto con gli studenti del liceo 'Immanuel Kant’ di Roma, che, in una rappresentazione teatrale sulle differenze di genere, nell'ambito del progetto Scuole in scienza dell’Ufficio stampa del Cnr, hanno impersonato con grande empatia i ruoli più vulnerabili, mostrando la voglia di approfondire i meccanismi del rapporto tra uomo e donna”.

È sempre più forte la necessità di comprendere le dinamiche alla base delle relazioni di coppia. Cosa ci si aspetta dall’altro in un rapporto? Cosa significa accettare la libertà delle donne? Sono queste le domande principali a cui dovranno rispondere gli studi futuri.

Isabella Cioffi

Fonte: Maura Misiti, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724250 , email maura.misiti@irpps.cnr.it -