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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 29 gen 2014
ISSN 2037-4801

Focus - Olimpiadi invernali  

Cultura

Montagna sicura solo con l'umiltà

Abituati a leggere episodi di cronaca che, negli ultimi tempi, hanno coinvolto anche personaggi illustri come il pilota Michael Schumacher, si potrebbe pensare che montagna e sicurezza siano inconciliabili. Non è così. “La montagna è un ambiente che richiede profonda esperienza e molto rispetto”, spiega Maurizio Gallo, guida alpina, responsabile tecnico Pakistan di EvK2Ccnr ed ex responsabile per le selezioni guide italiane. “Una componente importante è legata allo sviluppo continuo di strumenti tecnologici: Abs per valanga, Gps per non perdersi, telefonino per chiamare i soccorsi. Tutti strumenti fondamentali, ma che troppo spesso inducono un eccesso di sicurezza provocando il risultato opposto. In montagna ci può essere sempre qualcosa che non funziona, non di rado le condizioni meteo sono diverse da quelle previste, il telefono non si ricarica e in molte zone non ha copertura. Blog e filmati che circolano in rete, poi, danno l’ingannevole impressione che tutto sia facile e divertente”. Cosa rende allora la montagna un’esperienza meno rischiosa? “Consapevolezza e capacità di rinuncia sono gli atteggiamenti fondamentali se ci si vuole divertire e non finire sulle pagine di cronaca nera. Soprattutto, chi frequenta la montagna troppo spesso sopravvaluta la propria capacità di affrontarla”, prosegue Gallo. “I divieti, i patentini, la limitazione degli accessi, le campagne di prevenzione e i convegni sulla sicurezza sono iniziative utili ma relative. È importante ascoltare persone esperte, in particolare le guide, chi in montagna vive tutti i giorni e da generazioni. Gli incidenti avvengono per oltre il 90% a causa di errori di valutazione, di mancanza di concentrazione ed esperienza. Per acquisire conoscenze, sensibilità e capacità tecniche occorrono tempi lunghi, in contrasto con la vita frenetica di oggi che cerca stimoli forti ed immediati: per andare in alta quota bisogna cambiare prima di tutto la nostra testa”.

La frustrazione di chi ha dedicato alla sicurezza in montagna parte della propria vita, anche come animatore del Concordia Rescue Team che fornisce servizio di primo soccorso sulle difficili cime del Karakorum, è comprensibile. Anche in quei luoghi così remoti ed estremi, spesso, inesperienza e presunzione causano incidenti e rischi per diretti interessati e soccorritori.

Pietro Coerezza

Fonte: Maurizio Gallo, Comitato Everesr-K2-Cnr, Bergamo, tel. 035/3230511 , email maurigallo00@gmail.com -