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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 29 gen 2014
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Cultura

I tenores, un tesoro immateriale

“La cultura non si esprime soltanto nell’architettura, nei monumenti o nelle collezioni di artefatti. Essa include anche espressioni come la musica, la danza, il canto e l’artigianato, che sono fragili e immateriali ma 'vive’, e richiedono conoscenze e abilità specifiche”. Queste le parole con cui il direttore dell’Istituto di tecnologie didattiche (Itd) del Cnr di Genova, Rosa Bottino, ha introdotto lo scorso 23 gennaio la performance di canto sardo a tenore del gruppo 'Tenore Montalbo’ di Siniscola (Nuoro).

Il gruppo si è esibito negli spazi del nuovo Mercato del Carmine, a Genova, nell’ambito di un incontro del progetto 'i-Treasures’, a cui Itd-Cnr partecipa accanto a numerose altre istituzioni europee. Obiettivo, salvaguardare e contribuire a trasmettere il know-how di espressioni artistiche 'intangibili’ (Intangible Cultural Heritage) come danze e canti tradizionali, o particolari forme di artigianato: un patrimonio culturale di cui spesso rimangono depositarie solo le generazioni più vecchie, la cui memoria rischia di andare perduta nel giro di pochi anni.

Nasce così l’idea di utilizzare le nuove tecnologie per conservare questo raro e prezioso 'sapere’ e metterlo a disposizione di chiunque voglia impararlo. “Non si tratta solo di digitalizzare contenuti culturali”, spiega Francesca Pozzi, responsabile del progetto per l’Itd-Cnr, “'i-Treasures’ mira infatti a utilizzare tecnologie come sensori multimodali, tecniche di 'image/signal processing’ e di 'pattern recognition’, per catturare gli aspetti più caratterizzanti delle singole espressioni artistiche. E a creare dei modelli, rendendoli accessibili attraverso una piattaforma web di condivisione, al fine di supportare nuove modalità di insegnamento/apprendimento”.

Tra le aree artistiche contemplate dal progetto - danze, artigianato tradizionale, composizioni musicali contemporanee e canti tradizionali - l’attività dei ricercatori genovesi si concentra in particolare sul 'canto a tenore sardo’, già inserito dall’Unesco tra i 'Patrimoni orali e immateriali dell’umanità. “È uno stile di canto corale di grande importanza nella tradizione locale, sia per la matrice originale e autoctona, sia perché espressione sociale del mondo agro-pastorale, strato sociale fortemente caratterizzante l'Isola”, aggiunge la ricercatrice. “Ora proveremo a mapparne voce e movimenti attraverso la messa a punto di un particolare 'iper-elmetto’, uno strumento dotato di microfoni, sensori vocali, ottici e di movimento. Tecnologie che aiuteranno a indagare le capacità dell’apparato vocale durante il canto ma anche a far emergere le 'pratiche nascoste’ che lo caratterizzano, magari non direttamente percepibili dai nostri sensi, ma tramandate di generazione in generazione”.

Fonte: Rosa Maria Bottino, Istituto per le tecnologie didattiche, Genova , email bottino@itd.cnr.it -