Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 16 - 20 nov 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Novantennale Cnr  

Cultura

Un'anima internazionale

Sin dalla sua fondazione, il Cnr ha sempre rivendicato la propria 'anima internazionale'. Distaccatosi nel 1931 per motivi politici dall’International Research Council, nel 1937 aderì all’International Council of Scientific Unions (Icsu), tutt’ora in vigore. Fra i programmi internazionali sponsorizzati dall’Icsu cui partecipò l’Italia tramite il Cnr, il lancio del primo 'Anno polare', a partire dal 1953, e l’'Anno geofisico internazionale', per il quale nel 1957 l’Ente ottenne un contributo straordinario di 300 milioni di lire. Nel secondo dopoguerra, “la cooperazione internazionale fu il prodotto di due elementi differenti: da un lato, il risultato di una serie di contatti personali avviati prima del conflitto; dall’altro, la nuova bipolarizzazione del contesto internazionale attorno a due blocchi – euroatlantico e sovietico - che condizionerà anche la comunità scientifica mondiale”, spiegano Dario De Santis e Miriam Focaccia nel libro 'Consiglio nazionale delle ricerche. L’impresa scientifica 1923-2013’.

Negli anni Sessanta e Settanta il Cnr organizzò, col supporto di Nuova Zelanda e Usa, tre spedizioni polari in Antartide, inizio di un crescente interesse che portò all’avvio del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), di cui ancora oggi coordina le attività di ricerca, tese a comprendere meglio i processi che generano i cambiamenti globali e gli effetti anche alle nostre latitudini (in questo periodo i ricercatori italiani sono presenti al Polo Sud per la campagna 'estiva’ finanziata dal Miur). Il momento più significativo del programma fu nel 1985 quando venne creata la Base Terra Nova. Ma il Cnr ha dato vita dal 15 maggio 1977 anche a una stazione di ricerca in Artico, che tuttora gestisce a Ny-Ålesund, nelle Isole Svalbard, in pieno Circolo Polare Artico. “La base è intitolata “Dirigibile Italia”, in ricordo della spedizione del 1928 di Umberto Nobile”, ricordano gli autori. “I settori di ricerca vanno dai processi chimico-fisici dell’atmosfera polare alla dinamica dell’atmosfera terrestre, dall’osservazione dell’ozono stratosferico a quello delle aurore celesti, dalla biologia all’oceanografia”.

Negli anni Cinquanta e Sessanta si inquadrano alcune attività internazionali con la partecipazione dell’Ente: il Centro comune di ricerca di Euratom a Ispra per la ricerca nucleare industriale; la fondazione della European Space Research Organisation per le ricerche spaziali condotte da satelliti e razzi sonda; la European Launcher Development Organisation, alla quale contribuirono scienziati quali Edoardo Amaldi, Giuseppe Occhialini e Giampietro Puppi. Momenti salienti “furono la nascita del Cern nel 1953, che riportò all’Europa il primato scientifico nella fisica delle particelle; la nascita di Euratom (Comunità europea per l’energia nucleare) nel 1957…”, ricordano i due storici.

Negli anni Ottanta, il Cnr aderisce a ben 69 organismi scientifici internazionali, tra cui in particolare la European Science Foundation, con la quale partecipa all’Ocean Drilling Program, il programma più importante nelle scienze della terra, dedicato alla ricostruzione della storia e della struttura del pianeta mediante lo studio di sedimenti e rocce sottomarini, e due progetti, uno riguardante il cervello umano, l’altro la possibilità di costruire un sincrotrone. La luce di sincrotrone è uno degli strumenti più potenti d’indagine della materia e l’Italia, tramite il Cnr, ha finanziato il 15% della costruzione dell’European Syncrotron Radiation Facility di Grenoble, in Francia.

Non è possibile citare tutte le partecipazioni internazionali del Cnr, ammette il libro stesso. Dalla sorgente di neutroni Isis allo spettrometro Prisma, dal Joint European Torus a Eureka, il progetto di collaborazione per incentivare la competitività in Europa, dal laboratorio Piramide, a 5.050 metri di altitudine sotto la cima dell’Everest, alla conferenza su 'Scienza e tecnologie per la pace per l’Area Mediorientale' del 1994, fino a un’infinità di convegni, mostre ed esposizioni tra cui Siviglia 1992, Lisbona 1998, Hannover 2000. Chiudiamo citando appena programmi internazionali quali Human Frontier Science Program e l'European Mutant Mouse Archive, operante presso l’Area di ricerca del Cnr di Monterotondo, nel settore delle scienze della vita, il World Wide Web Consortium per definire gli standard web, l’European Research Consortium of Informatics and Mathematics .

M.F.

Fonte: Dario De Santis, 'Nel mondo e nello spazio' in in 'Consiglio nazionale delle ricerche. Limpresa scientifica 1923-2013, Cnr - Miriam Focaccia, 'Nel mondo e nello spazio' in in 'Consiglio nazionale delle ricerche. Limpresa scientifica 1923-2013, Cnr -