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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 30 ott 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Migrazioni  

Socio-economico

Per gli italiani la Cina è un'impresa

Secondo l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) gli italiani in Cina al primo gennaio 2013 sono 6.746: il dato però riguarda solo coloro che hanno assunto la residenza in una località cinese ed è quindi molto parziale, secondo le proiezioni delle nostre autorità consolari andrebbe almeno raddoppiato.

È su questa e altre informazioni che Maria Francesca Staiano dell’Istituto di studi giuridici internazionali (Isgi) del Cnr ha curato con Corrado Bonifazi, Giovanna Di Vincenzo e Fabio Marcelli il progetto 'Amico’. “L’emigrazione in Cina", spiega la ricercatrice, "ha registrato negli ultimi otto anni una crescita sensibile: la popolazione italiana residente nel 2013 è più che triplicata (+239%), rispetto al 2006 quando contava 1.989 iscritti, con picchi proprio nel 2006 e nel 2009, contro una percentuale di aumento generale degli italiani residenti all’estero del 40%, pertanto significativa ma notevolmente inferiore. Oggi la Cina è senz’altro uno dei paesi più attrattivi per noi: il primo dell’Asia Orientale per numero di residenti italiani, anche se tra i paesi extra-europei occupa il 16° posto e se, secondo un recente studio di Centro Altreitalie, è all’ottavo tra le mete più gettonate per l’emigrazione dai connazionali”.

Ma la Cina è un continente immenso: dove, più precisamente, si dirigono i nostri connazionali? La maggiore concentrazione si registra nel Sud-est e a Hong Kong, regione che gode di una speciale autonomia amministrativa. Aree quali quella di Shanghai, con le province di Zhejiang, Jiangsu e Anhui; di Canton, con Guangdong, Guangxi, Fujian e Hainan; di Hong Kong e di Pechino. “Il 71% della popolazione italiana risiede nelle circoscrizioni di Hong Kong e di Shanghai, il 16% in quella di Pechino e il 13% in quella di Canton”, prosegue Staiano, dicendo che “questa concentrazione non sorprende, essendo queste zone le più sviluppate grazie alla politica della 'porta aperta’ voluta da Deng Xiaoping, ormai si tratta di veri e propri distretti industriali dove sono giunte moltissime società straniere”.

Chi è, invece, l’italiano emigrato in Cina? Maschio in due terzi dei casi, ha un’età di 35-44 anni nel 29% e inferiore ai 18 nel 28%, mentre gli over 65 sono il 2% e gli ultra-75enni l’1% appena. Pensando all’invecchiamento della popolazione nostrana, siamo all’opposto: del resto la popolazione emigrata è sempre molto giovane. “Per completare l’identikit dell’italiano in Cina possiamo dare la provenienza regionale: in prevalenza dal Nord Italia, soprattutto Lombardia (26%) e Veneto (15%), seguiti dai piemontesi (11%) e dai laziali (10%). Un dato che attesta la matrice imprenditoriale e di business dell’emigrazione verso questo Paese”, conclude la studiosa dell’Irpps-Cnr.

Non meno significativi di quest’interesse anche i dati rilasciati dall’Ufficio nazionale del turismo. Nel primo trimestre del 2013, gli italiani entrati nel territorio della Repubblica popolare sono stati 57.000, il 39% dei quali per motivi di business, più del 30% che si è mosso per turismo. Anche in questo caso la stragrande maggioranza è di uomini (77%).

M.F.

Fonte: Maria Francesca Staiano, Istituto di studi giuridici internazionali, Roma , email progettoamico.cina@gmail.com -