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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 2 ott 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Cultura

Due giorni per Bruno Pontecorvo

Nel lavoro si distingue per l’ingegno fuori dal comune, nella vita privata per l’allegria e la timidezza. È uno dei 'ragazzi di via Panisperna’, celebrato per il centenario della nascita nel convegno 'L’eredità di Bruno Pontecorvo: l’uomo e lo scienziato’.

Tenutosi presso il Rettorato dell’Università Sapienza di Roma, il convegno, che ha visto la presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato organizzato dal dipartimento di Fisica dell'ateneo romano e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), in collaborazione con altri enti di ricerca.

Ai lavori hanno partecipato circa 300 studiosi di vari paesi: tra gli altri, il premio Nobel Jack Steinberger, l’ex presidente del Cnr ed ex direttore generale del Cern di Ginevra Luciano Maiani; il rettore dell’università Bicocca di Milano e vice presidente del Cnr Cristina Messa. Gli studiosi coinvolti hanno testimoniato l’importanza dell’opera scientifica di Pontecorvo.

Nato nel 1913 a Marina di Pisa da una benestante famiglia ebrea, a soli 20 anni si laurea in Fisica a Roma, dove diventa uno dei 'ragazzi di via Panisperna’, partecipando anche all’esperimento del rallentamento dei neutroni, uno dei grandi successi del gruppo. Da qui inizia una brillante carriera di fisico delle particelle: fra gli studi più importanti, quelli sui neutroni, sul 'mesotrone’, oggi noto col nome di 'muone’, e sul neutrino.

In particolare, l’interesse verso quest’ultima particella, per il quale si aggiudica il soprannome 'Mr. Neutrino’, lo spinge a teorizzare l’esistenza di diversi tipi di neutrini. In seguito, nel 1988 Leon Lederman, Melvin Schwartz e Jack Steinberger vinceranno il premio Nobel per la fisica proprio per la scoperta di questa diversità, che verrà anche riportata sulla tomba di Pontecorvo (νe≠νμ). Lo scienziato, inoltre, contribuisce in maniera determinante alla rivelazione dei neutrini solari, scoperti in Canada mediante il suo metodo dal Nobel Raymond Davis. Un’altra fondamentale intuizione del fisico toscano sul neutrino riguarda l’'oscillazione’ della particella da un 'sapore’ a un altro, un fenomeno recentemente osservato dall’esperimento Opera (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus).

Pontecorvo si avvicina presto alla politica, abbracciando l’ideologia comunista. Dopo aver lavorato negli Stati Uniti e in Europa, raggiunge in segreto l’Unione Sovietica, dove resterà, salvo brevi interruzioni, tutta la vita. In seguito a questo suo trasferimento, si è spesso ipotizzato che lo scienziato fosse una spia atomica; ma lo studioso ha sempre negato di lavorato alla bomba.

“Pontecorvo è ricordato prevalentemente per la sua scomparsa e poi ricomparsa nell’ex Urss”, sottolinea Fernando Ferroni, presidente dell’Infn. “Solo con le scoperte attuali sull’oscillazione dei neutrini, predette da Pontecorvo, il suo nome ha riconquistato il posto che da sempre merita”.

 Viola Rita