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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 12 giu 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Cultura

Uniti per la scienza e l'informazione

Si è tenuta sabato 8 giugno 'Italia unita per la scienza e la sua corretta informazione', un evento che ha incluso flashmob, conferenze e manifestazioni, organizzato dal gruppo di divulgazione Pro-test Italia in diverse città italiane. A Roma, in una delle conferenze, si è parlato di caso Stamina e cura con le cellule staminali, sperimentazione animale, organismi geneticamente modificati e previsione dei terremoti.

"La sperimentazione approvata dal Parlamento di Stamina, il presunto metodo terapeutico a base di staminali per curare malattie come l'atrofia muscolare spinale (Sma), è un esempio di disinformazione mediatica", ha esordito Silvia Bencivelli, medico e giornalista scientifico che ha moderato la conferenza presso la Sapienza. "Nel 2010, due brevetti sono stati rifiutati dagli Uffici preposti europeo e americano. Dunque, non esiste un metodo Stamina e noi sperimenteremo una cosa che non c'è", ha spiegato Paolo Bianco, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'Università. "Eppure tre milioni di euro sono stanziati dal governo, nonostante il parere contrario di premi Nobel, di Nature, dei medici, delle associazioni dei pazienti con la Sma e con la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e dell'Accademia nazionale dei Lincei".  

La sperimentazione animale è un altro argomento molto dibattuto, a livello scientifico e mediatico, soprattutto dopo l'assalto 'animalista' allo stabulario di Milano. "Intanto, l'animale deve vivere in una situazione di benessere fisiologico. Inoltre la sperimentazione animale segue delle regole rigorose, ad esempio non si utilizza due volte lo stesso animale, per rispetto e perché non si avrebbe la sicurezza del risultato", ha chiarito Vittorio Colizzi, direttore del Laboratorio di patologia immunochimica e molecolare del Dipartimento di biologia dell'Università di Roma Tor Vergata.

Un tema che genera paura istintiva nel pubblico è poi quello degli organismi geneticamente modificati. "Non c'è da stupirsi, dato che gli alimenti attengono alla sfera delle emozioni. Io credo che il passaggio necessario sia quello di arrivare a dare il giusto valore ai rischi che ci sono", è il parere di Luca Bucchini, biologo esperto di sicurezza alimentare. "A oggi, non c'è stato nessun caso al mondo di malattia causata dagli Ogm".

Infine, la possibilità di prevedere i terremoti. "Gli scienziati sanno prevederli, ma in un contesto temporale e spaziale che non è quello che vorrebbe il pubblico", ha concluso Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. "Ad esempio, nel caso dell'Aquila, secondo uno dei metodi più usati, la probabilità di un terremoto di magnitudo 5,5 o maggiore per la giornata del 6 aprile 2009 nell'area era circa dello 0,01%".

Viola Rita