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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 10 - 12 giu 2013
ISSN 2037-4801

Focus - RiScattiamo la scienza  

Socio-economico

La ricerca della felicità

Il concorso fotografico 'RiScattiamo la scienza', bandito dal Consiglio nazionale delle ricerche per celebrare i 90 anni dell'Ente, ha decretato i suoi otto vincitori, uno per ciascuna categoria, selezionati da una commissione di esperti in comunicazioni e arti visive e da giurati interni.

Per la sezione 'Vita da ricercatore - Informazione e comunicazione' è stata scelta 'La ricerca della felicità', cui tema principale è "il lavoro del ricercatore precario al costante inseguimento della stabilità e, con essa, della serenità", come evidenzia Manuel Nisi, dell'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Cnr e autore della foto. L'immagine vede tre giovani ricercatori in camice alle prese con un esperimento.

"Per lo scatto è stata utilizzata una fotocamera Reflex Canon 550D con obiettivo 17-55 mm F/2.8 Is Usm, Flash Canon speedlite 430 ex, con aggiunta dell'O-ring flash", spiega l'autore. "Le consuete attrezzature da laboratorio e le tavole periodiche sono state sostituite da uno sfondo nero, utilizzato per contrastare il colore bianco dei camici e per evidenziare i protagonisti e la loro posa naturale. Completa il tutto un pipettatore, un cilindro, una beuta e un po' di ghiaccio secco: strumenti comuni nei laboratori".

Offre una sua interpretazione della fotografia Sveva Avveduto, direttore dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr di Roma: "I tre soggetti trasmettono una gioiosa aggressività che può essere interpretata come voglia di ottenere un risultato di ricerca ma anche, forse, una maggiore certezza lavorativa".

Secondo una stima approssimativa realizzata dall'Air, l'Associazione italiana per la ricerca, sulla base di dati pubblicamente disponibili (fonte: Ufficio statistico del Miur), emerge che in Italia lavorano come precari nel settore della ricerca pubblica non meno di 73.000 persone, tutte con elevata formazione (laurea specialistica o titolo di studio superiore, come un Dottorato di Ricerca).  "Se nel nostro Paese ci fosse un sistema che garantisse ingressi e progressioni di carriera analoghi agli altri paesi, i ricercatori vivrebbero con uno stato d'animo diverso", prosegue il direttore dell'Irpps-Cnr. "Ma in Italia siamo ancora lontani dal raggiungimento di questa utopica condizione e precari ultraquarantenni vivono con frustrazione la loro condizione a fronte di prospettive di futuro incerte".
Ma, come mostra la foto, i giovani ricercatori italiani continuano ad affrontare con gioia e passione il proprio lavoro, forti della consapevolezza che il loro impegno contribuisce al progresso scientifico e socio-economico del Paese.

Matteo Tombolato

Fonte: Sveva Avveduto, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724300 , email sveva.avveduto@cnr.it -