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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 29 mag 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Metodo scientifico  

Ambiente

Ambiente sotto controllo

L'industrializzazione, se ha favorito un sostanziale aumento di sviluppo e occupazione, ha anche inciso negativamente sull'inquinamento ambientale. "Per contrastare questa sgradita conseguenza in passato si è seguito un criterio pratico, non codificato, che consisteva nel localizzare le attività produttive lontane dai centri urbani, in modo che impattassero meno sulla popolazione", spiega Nicola Pirrone, direttore dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr. "Ciò non ha potuto evitare però le ricadute sull'ecosistema e le conseguenze indirette sulla salute pubblica. Solo alla fine degli anni '70 sono state promulgate le prime leggi per la protezione dell'ambiente: acqua, rifiuti, emissioni in atmosfera, suolo e sottosuolo".

Un passato difficile con il quale confrontarsi, i danni sono stati devastanti. "Per anni, gli scarichi nelle acque sono stati considerati leciti e anche quando sì è iniziato a prendere in considerazione il problema non sì è operata alcuna valutazione dell'inquinamento totale del corpo idrico, dell'accumulo e delle capacità dell'acqua di assorbire l'impatto complessivo. Come accaduto per la laguna di Venezia e la rada di Augusta", prosegue il direttore dell'Iia-Cnr. "Ma quelli che attualmente destano le maggiori preoccupazioni sono il suolo e il sottosuolo. L'effetto di accumulo delle sostanze qui è particolarmente importante e, nella maggior parte dei casi, non si hanno informazioni precise su cosa e per quanto nel tempo sia stato sotterrato. Di conseguenza, gli interventi di bonifica e di ripristino stentano a decollare, sia perché spesso i responsabili non sono più identificabile, sia per i costi".

Non meno preoccupante la situazione a livello atmosferico. Basti pensare al caso dell'Ilva, fondata nel 1905, da anni al centro di un vasto dibattito per lo scomodo dilemma tra mantenimento del lavoro e tutela della salute e ancora oggetto di diversi procedimenti giudiziari per le sue emissioni. "L'insediamento di ogni nuovo impianto industriale ora, grazie ai passi scientifici compiuti, è soggetto a valutazioni e regolamentazioni che prevedono diverse fasi", conclude Pirrone. "La Vas (Valutazione ambientale strategica) è tesa a compendiare le conseguenze ambientali e le considerazioni socio-economiche relative alle azioni proposte fin dalle prime fasi del processo decisionale. La Via (Valutazione impatto ambientale) individua gli effetti della realizzazione e dell'esercizio degli impianti progettati e le possibili alternative. L'Ippc (Integrated Prevention Pollution Control) è una direttiva incentrata sulla prevenzione e riduzione dell'inquinamento in alcuni settori produttivi di particolare rilevanza che prevede il coordinamento delle autorità competenti per le autorizzazioni alla produzione e per il controllo delle emissioni nell'ambiente, non più suddiviso in  acqua, aria e suolo ma come un unicum da proteggere. Queste fasi vengono poi integrate dalla Vis (Valutazione Impatto Sanitario)".

È indispensabile dunque pervenire a livelli di conoscenza adeguati dei meccanismi e delle interazioni alla base degli equilibri ambientali: solo lo sviluppo di queste competenze può consentire un'efficace protezione dell'ambiente.

Claudia Ceccarelli

Fonte: Nicola Pirrone, Istituto sull'inquinamento atmosferico, Monterotondo, tel. 06/90672803 , email pirrone@iia.cnr.it -