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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 15 mag 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Anniversari  

Tecnologia

Un computer in grado di fare telefonate

Il primo telefono cellulare nacque esattamente quarant'anni fa dalla Motorola. Si trattava ovviamente di un apparecchio assai diverso da quelli odierni, intanto per le dimensioni, enormi, per il sistema di funzionamento e per le funzioni. Che allora, a dire il vero, si limitavano alla telefonia, cioè al collegamento audio. Si parla non a caso di 'generazioni', per indicare gli step che hanno modificato ed evoluto questo mezzo di comunicazione, in alcuni casi corrispondenti a vere e proprie rivoluzioni come il passaggio dall'analogico al digitale.

È però straordinario come il telefono dimostri, grazie a questa sua duttilità tecnologica e applicativa, una longevità inesausta, la capacità di assorbire e concentrare attività che un tempo appartenevano ad altri strumenti, dalla telecamera al registratore, dalla macchina fotografica alla radio, fino al computer. Mentre il fax, per esempio, ha attraversato un periodo di grande successo ma molto concentrato, il telefono sembra uno zelig eternamente giovane.

"Le motivazioni per le quali il telefonino si è trasformato in un dispositivo multifunzione sono molteplici, e risiedono sia nel notevole sviluppo tecnologico sia nello stile di vita, profondamente modificato", spiega Maurizio Aiello dell'Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni del Cnr. "La prima componente comprende innanzitutto la miniaturizzazione e la migliorata funzionalità dei componenti: ancora una decina di anni fa le videocamere registravano su nastro e le macchine fotografiche su rullino e avevano dimensioni molto superiori alle attuali. Sono poi arrivati processori, memorie Ram, supporti di memoria a stato solido, bus di sistema che hanno reso possibile arrivare agli smartphone attuali".

Non meno rilevante è stato il miglioramento delle infrastrutture telefoniche e della loro capacità: "Il digitale consente, a parità di banda, di trasmettere molti più dati. Inoltre si è assistito a una crescita della velocità di trasmissione, passando da Gprs-Edge a Umts, poi Hspa e infine Lte a 4g, con una capacità di connettività di ben mille volte maggiore di quella del Gprs", prosegue Aiello. "Lo smartphone non è però solo un cellulare super potente ma un vero computer in grado di effettuare anche telefonate, un ibrido che permette di scambiare fonia e messaggi, utilizzando i software voip come skype, di instant messaging o mail grazie ai processori potenti a banda larga. Avere tutto insieme è ovviamente molto comodo e anche economico".

Per quanto riguarda i sistemi operativi, i più diffusi secondo dati Idcitalia del 2012 sono windows phone (2,5%), apple ios (18,8%) e android (87,6%), eredi dei corrispondenti sistemi dei pc. "Un dispositivo general purpose, in grado di fare anche la cosa per la quale è nato, di cui ha conservato soprattutto economicità e le dimensioni contenute", continua il ricercatore. "Certo, le capacità tecnologica non bastano a giustificare la fortuna del cellulare se non ci fosse il marketing a farlo percepire come soluzione all'esigenza reale o fittizia, di essere sempre raggiungibili, connessi e operativi".

In futuro? "L'integrazione ulteriore si avrà nel momento in cui i produttori di software dei telefoni consentiranno la maggiore interazione con gli altri dispositivi permettendoci via cellulare di aprire l'autovettura o la porta di casa o azionare la lavastoviglie", conclude Aiello.

M.F.

Fonte: Maurizio Aiello, Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni, Genova, tel. 010/6475227 , email maurizio.aiello@ieiit.cnr.it -