Focus: Biodiversità

La castagna che farà il giro del mondo

castagne
di Anna Capasso

Dal riconoscimento europeo del marchio Igp a quello di ‘functional food', le specie tipiche della Campania di questo prodotto con ottime proprietà nutrizionali diventano una risorsa: per la salute e per l'economia regionale. In questa valorizzazione, l'innovazione è essenziale

 

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Valorizzare la filiera castanicola della Campania a sostegno di un prodotto con ottime proprietà nutrizionali, a forte vocazione territoriale ma poco conosciuto a livello internazionale. E' lo scopo del progetto 'La castagna nel mondo' promosso dalla provincia di Avellino con la partnership dell'Istituto di scienze dell'alimentazione (Isa) del Cnr.

"La castagna è uno dei prodotti tipici della Campania, che copre oltre il 50% della produzione nazionale pari al 25% di quella europea", esordisce Maria Grazia Volpe dell'Isa-Cnr. "In particolare, è l'unica regione che può vantare due cultivar (varietà) riconosciute con il marchio di Indicazione geografica protetta (Igp): la castagna di Montella (Av) e di Roccadaspide (Sa)".

La castagna è un alimento che, per le sue caratteristiche, si associa a importanti effetti benefici sulla salute dell'uomo: non è particolarmente ricca in zuccheri e contiene prevalentemente amido e fibre, mentre il suo contenuto in grassi è estremamente ridotto. "In particolare, la castagna Igp campana è caratterizzata da una giusta composizione dei nutrienti, povera di sodio e ricca di fibra, tale da poter essere considerata un 'functional food' di notevole interesse biologico e industriale", spiega Volpe. "Il contributo dell'Isa-Cnr al progetto mira a sviluppare approcci innovativi sia per una maggiore caratterizzazione delle proprietà nutrizionali, sia per la conservazione in sicurezza del prodotto fresco o trasformato".L

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L'Isa-Cnr avrà il compito di mettere a punto nuovi prodotti a base di castagne mediante l'impiego dei probiotici, batteri che aiutano a riequilibrare la flora intestinale. "Verrà valutata la capacità di crescere e fermentare di substrati a base di castagne e derivati", prosegue la ricercatrice. "Una volta studiati gli effetti salutistici in vitro dei nuovi formulati funzionali, passeremo a verificare le caratteristiche sensoriali, quali gusto, aroma e consistenza, in modo che la percezione della qualità da parte del consumatore non resti delusa".

L'iniziativa prevede anche la messa a punto di sistemi di conservazione innovativi per l'ottimizzazione del confezionamento, dalla fase post-raccolta fino alla commercializzazione del prodotto, sia esso fresco, secco o trasformato. "L'approccio che utilizzeremo sarà mirato a ottenere sistemi di imballaggio, biodegradabili, ambientalmente sostenibili (ottenibili da scarti di origine terrestre e marina o da microorganismi) attivi e/o intelligenti che regolano l'atmosfera modificata, modulando il grado di traspirazione di umidità all'interno delle confezioni e interagendo attivamente per prevenire il decadimento qualitativo", conclude Volpe. "Infine, a sostegno della territorialità del prodotto, mediante l'utilizzo di tecniche analitiche innovative, verrà effettuata la caratterizzazione dei micro e macro nutrienti che consentirà di discriminare fra i diversi ecotipi di castagna e di fornire la tracciabilità dei prodotti derivati".

 

Fonte: Maria Grazia Volpe, Istituto di scienza dell'alimentazione, Avellino, tel. 0825/299513 , email mgvolpe@isa.cnr.it -

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