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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 4 - 27 feb 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Informatica

Internet senza pericoli

"Più occhi vedono meglio di due, soprattutto davanti agli innumerevoli pericoli del web". È con questo slogan-obiettivo che nasce il progetto 'Occhi in rete', promosso da Roma Capitale in collaborazione con la Polizia di Stato e con il patrocinio del ministero dell'Istruzione, università e ricerca, che vede coinvolti 3.000 studenti, insieme con 600 genitori.

Nel 2012, i siti monitorati in tutta Italia dal servizio di Polizia postale e delle comunicazioni sono stati oltre 24.600, di questi 461 sono finiti nella black list. Soltanto la Polizia postale di Roma ha monitorato oltre 2.200 siti. Nel 2012, per reati connessi alla produzione e diffusione online di materiale pedopornografico, 335 persone sono state denunciate e 78 arrestate. Per quanto riguarda i reati contro la persona, quali stalking, molestie, minacce, ingiurie e diffamazione via web, nel Lazio ci sono state 737 denunce, di cui 534 a Roma, a cui vanno aggiunte 94 segnalazioni pervenute all'inizio del 2013.

Il progetto si avvale di un'équipe didattica formata da psicologi, esperti di informatica e operatori della Polizia e punta a prevenire danni psicologici e fisici, insegnando ai più giovani come utilizzare in modo responsabile le tecnologie informatiche fornendo loro una maggiore conoscenza della cultura della rete e dei nuovi media. Ma vuole anche spingere i genitori ad avere un ruolo più attivo nella sicurezza dei propri figli, fornendo loro consigli che vanno dalle procedure per segnalare eventuali abusi alle istruzioni per riconoscere la pericolosità dei siti internet e per attivare la protezione della privacy in base alle fasce d'età.

L'iniziativa prevede, nell'arco di quattro mesi, incontri didattico-formativi. Attraverso la somministrazione di questionari sarà possibile, inoltre, fornire dati e informazioni per meglio individuare le criticità e definire le future modalità e metodologie di intervento.

"Uno dei fenomeni di distorsione nell'utilizzo improprio del web è il cyberbullismo", sottolinea Sveva Belviso, vice sindaco di Roma Capitale. "Un reato che negli ultimi anni ha visto coinvolti in fatti drammatici giovanissime vittime. Infatti, 4 minori su 10 sono testimoni di atti discriminatori online verso coetanei: il 67% per diversità fisiche, il 56% per quelle sessuali, il 43% perché stranieri. Inoltre, il 72% degli adolescenti intervistasti ritiene che il cyberbullismo sia perfino più pericoloso della droga, del rischio di molestie da parte di un adulto o del contrarre una malattia sessualmente trasmissibile".