Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 2 - 30 gen 2013
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Cultura

Mass media per il patrimonio culturale

Un appello per ottenere il sostegno dei mass media per una maggiore diffusione del patrimonio culturale. Questo l'obiettivo dell'incontro svoltosi lo scorso 24 gennaio presso la British School di Roma, promosso dall'istituzione britannica e a cura di Elisa Greco, tra gli autori, insieme a Federico Fazzuoli e Marco Ravaglioli,  della trasmissione di Rai 1 'Heritage, viaggio nel patrimonio dell'umanità'.

L'Italia detiene il dei siti, 47, inclusi nella lista del Patrimonio dell'umanità stabilita dall'Unesco. Una testimonianza di arte e storia e una risorsa per molti versi valorizzata, che dovrebbe essere maggiormente oggetto dell'attenzione degli organi d'informazione attraverso un preciso piano di divulgazione. I media, infatti, possono rendere il pubblico più consapevole dell'importanza di tali testimonianze e stimolare nuove forme di collaborazione: dalle attività di volontariato all'impegno concreto del settore privato, filantropico e commerciale.

Su questa sfida entusiasmante e non più prorogabile, British ed 'Heritage' hanno invitato a confrontarsi alcuni tra i maggiori specialisti in tema di beni culturali e dell'informazione. Il convegno, dal titolo 'Tv advocacy per i beni culturali: ottenere il sostegno dei mass media', è stato aperto da Christopher Smith, direttore della scuola e dal ministro per i Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi.

La conferenza è proseguita con gli interventi di: Giovanna Milella, segretario generale del 'Prix Italia' della Rai; Graham Ellis, director for audio and music della radio e componente dell'executive board Bbc; Andrew Wallace-Hadrill, direttore dell'Herculaneum Conservation Project; Armando Massarenti responsabile del supplemento domenicale del 'Sole 24 ore'.

La seconda sessione è stata caratterizzata dalle relazioni di Daniel Berger, consigliere del ministero per i Beni culturali (Mibac); Sofia Bosco, direttore relazioni istituzionali del Fai; Judith Harris, giornalista indipendente internazionale; Mario Lolli Ghetti, architetto, già direttore generale Mibac e consulente scientifico di 'Heritage'; Marisa Ranieri Panetta, archeologa e giornalista de 'L'Espresso', ideatrice del 'Capitello d'oro'; Philippe Ridet, corrispondente del quotidiano francese 'Le Monde'.
Al termine dei lavori sono stati proiettati alcuni brani dal programma televisivo, alla cui realizzazione ha collaborato anche l'Ufficio stampa del Cnr.
"Le radici storiche di un popolo, che si rispecchiano nelle testimonianze artistiche e culturali, devono diventare patrimonio condiviso da tutta la collettività per costituire la base di un comune sentire e rafforzare il senso civico" ha commentato Federico Fazzuoli. "In questo senso la funzione della televisione, e in particolare del servizio pubblico, è fondamentale per far comprendere a tutti, per esempio, che l'arte dà piacere, che aiuta a comprendere il nostro passato ed illumina il nostro presente. Sono necessarie quindi trasmissioni 'popolari', dirette a tutti a cui potranno via via essere aggiunte trasmissioni sempre più 'sofisticate', più difficili, per acculturati e che potranno andare in onda anche in canali specializzati. Ma importante è il primo gradino, l'inizio, senza di esso non sarà possibile avvicinare le grandi masse alla fruizione della cultura".
Ha chiuso la giornata l'intervento di Richard Hodges, presidente dell'American University of Rome e consigliere del Packard Humanities Institute.

S. F.