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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Fumetti  

Tecnologia

Spazio-tempo, la fisica dei supereroi

Come fa Mr. Fantastic, capo dei Fantastici Quattro, ad allungare il suo corpo a dismisura assumendo forme diverse? E Iron Man, con la sua armatura, a sollevarsi da terra? Valerio Rossi Albertini, dell'Istituto di struttura della materia (Ism) del Consiglio nazionale delle ricerche, interpreta le caratteristiche dei superpoteri di alcuni eroi dei fumetti alla luce dei principi della fisica.

"Un criterio dirimente, tra ciò che è plausibile, benché difficile da realizzare, ciò che è inammissibile secondo le leggi della fisica è il principio di conservazione dell'energia", spiega Rossi Albertini. "I Fantastici Quattro sono astronauti investiti da una tempesta di raggi cosmici. Assumiamo che i raggi cosmici abbiano tale facoltà ma, da qui in poi, verifichiamo che tutto si svolga secondo l'ordine naturale".

Per quanto concerne la capacità di Mister Fantastic di deformare a piacere il suo corpo sintetico, "non è assurdo ipotizzare che esistano materiali enormemente flessibili e malleabili. Ciò, ovviamente, non vuol dire che sia verosimile, ma solo che non c'è alcun vincolo fisico che lo escluda" aggiunge il ricercatore dell'Ism-Cnr. Quello che, invece, l'uomo di gomma non potrà mai fare "è buttarsi dalla terrazza di un palazzo di dieci piani e, rimbalzando sulla strada sottostante, atterrare sulla terrazza di un palazzo di undici. Tale atto violerebbe il principio di conservazione dell'energia, una 'superlegge', che non riguarda questo o quel sistema fisico, ma l'intima essenza dell'ambiente in cui tutti i sistemi si trovano: la trama dello spazio-tempo. Un sistema conserva la propria energia nel tempo".

Allo stesso modo, Iron Man, alias Tony Stark può fare, possiede un'armatura di una lega metallica leggera e resistentissima e riesce a sollevarsi da terra con i jet posti sotto la suola degli stivali. "Già lo si può fare, sebbene con apparecchi molto più ingombranti", precisa il fisico del Cnr. "Non si può escludere che la miniaturizzazione dei dispositivi, permetta di rimpicciolire i propulsori fino a poterne inserire lo scarico in una calzatura. Un isolamento termico ottimale potrebbe anche prevenire il rischio che, quando accende i jet, l'uomo nell'armatura faccia la fine del pollo in casseruola. Tuttavia, in nessun caso potrà fare il giro del mondo con il combustibile contenuto nella corazza, per quanti ottani possa avere la benzina o il carburante che usa".

Silvia Mattoni

Fonte: Valerio Rossi Albertini , Istituto di struttura della materia, Roma, tel. 06/49934146, -4176, email valerio.rossi@artov.ism.cnr.it