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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 3 ott 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

Pace e regole, binomio difficile

Giuristi, filosofi politici e teorici delle relazioni internazionali si sono confrontati, al Centro internazionale di studi gentiliani (Cisg) di San Ginesio (Mc), sul tema 'Responsability to protect: nuovi orientamenti su intervento umanitario e ordine internazionale', nell'ambito della 'XV Giornata gentiliana', evento che intende mantenere viva la memoria di Alberico Gentili e incentivare lo studio delle sue opere.

La 'Responsibility to protect' prevede il diritto degli Stati, debitamente autorizzati dalle Nazioni Unite, di intervenire e usare la forza armata contro i Paesi che vengono meno al dovere di salvaguardare la vita e la sussistenza dei propri cittadini. "Tale dottrina era considerata, fino alla fine della guerra fredda, un'aberrazione, per la sfida che poneva alla sovranità degli Stati rispetto alla ingerenze esterne", spiega Pepe Ragoni, presidente del Cisg, e le obiezioni legate al principio generale della proibizione dell'uso della forza imposto dalla Carta delle Nazioni Unite". Tuttavia, nella formulazione approvata dall'Assemblea Generale nel '2005 World Summit Outcome Document', la dottrina in questione è stata da più parti considerata come un punto di non ritorno nel cammino verso una nuova forma di ordine internazionale, più 'democratica' e conforme all'etica universale dei 'diritti umani'. Di fatto, soprattutto in Occidente, la dottrina gode di un largo consenso a livello politico-diplomatico.

"In realtà, a livello di dibattito scientifico, soprattutto tra i giuristi e i politologi, la Responsability to proto resta sempre controversa", aggiunge il presidente Cisg. "Vengono sollevate obiezioni che ne mettono in dubbio la funzionalità rispetto al buon ordine internazionale: vaghezza normativa, etnocentrismo culturale, implicazioni imperialistiche, conseguenze negative rispetto sia alle istanze 'umanitarie' da difendere, sia al valore della pace internazionale da preservare".

La XV Giornata gentiliana è stata condotta in stretta collaborazione con l'Università di Macerata, rappresentata dal rettore Luigi Lacchè, e il Centro studi di San Ginesio, che onora la memoria di Alberico Gentili attraverso azioni educative. Infieri successivi accordi, con la Regione Marche, la Provincia di Macerata, il Comune di San Ginesio.