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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 8 ago 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca  

Socio-economico

Al centro della società l'uomo e non il lavoro

Si è svolto presso l'Auditorium Augustinianum l'incontro 'La profezia del lavoro: occupazione e sviluppo nel pensiero di Benedetto XVI', organizzato da Eventi Elea, l'istituto di formazione fondato nel 2007 e acquisito successivamente dalla Chiesa tramite i Padri Concezionisti. Sono intervenuti il giornalista Piero Schiavazzi, Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, e monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali dei cattolici italiani. L'evento ha posto l'attenzione sull'enciclica 'Caritas in veritate' (La carità nella verità) che il Pontefice ha scritto nell'agosto del 2009.

Una cultura del lavoro che metta al centro soprattutto la persona e la sua professionalità. A questa conclusione sono giunti i relatori. "Da Benedetto XVI giunge una forte spinta a non smettere di impegnarsi per una nuova cultura del lavoro, che può crescere soltanto se si impara a conoscere l'importanza per l'economia di parole come 'fiducia e solidarietà', affrontando nodi centrali quali il coordinamento dei tempi del lavoro con la famiglia e la riscoperta di occupazioni oramai svilite come quelle del settore agricolo", ha sottolineato Miglio. "A chi è in difficoltà va mostrata solidarietà: tutta la comunità deve farsi carico dei problemi dei giovani, ognuno per le sue competenze".

"La concezione del lavoro secondo quanto inteso da Papa Ratzinger è un'attività umana prima che professionale, una concezione coerente con la nuova natura dell'attività lavoratrice", ha precisato la Fornero. "Per questo bisogna mettere al centro non l'attività svolta, ma la persona, il suo capitale umano, il suo sapere. È dunque l'occupabilità che va valorizzata, non l'attaccamento tra lavoratore e posto di lavoro".

Paolo Capasso