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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 6 giu 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Terremoto  

Socio-economico

Assicurazione unica soluzione

Il nostro territorio è fragile: oltre la metà degli italiani vive in aree a rischio terremoti, alluvioni, frane, smottamenti, fenomeni vulcanici. È necessario, quindi, cercare una soluzione, che non può che venire dal mercato assicurativo e riassicurativo, così come accade nei principali stati esteri.

"Negli ultimi anni i danni provocati in Italia da calamità naturali ammontano a circa 35 miliardi di euro", spiega Antonio Coviello dell'Istituto di ricerca sulle attività terziarie (Irat) del Cnr e docente di Economia e gestione delle imprese di assicurazione presso la II Università di Napoli. "Nell'ultimo decennio, per tamponare i danni da terremoti, alluvioni e frane, lo Stato si è esposto per circa due miliardi all'anno, ai quali va aggiunto un altro miliardo e mezzo di euro complessivo di interventi 'minori'. Nel complesso, i danneggiamenti ad abitazioni civili sono circa il 30% del totale, le polizze assicurative andrebbero parametrate sulla probabilità di accadimento nei diversi contesti territoriali, utilizzando sia le ricerche scientifiche, sia le serie storiche disponibili, in particolare per i terremoti. Si potrebbero così ipotizzare quattro livelli di intervento: franchigia a carico dell'assicurato, intervento dell'assicuratore diretto e del riassicuratore privato; in ultima istanza, intervento dello Stato".

Il decreto legge che riforma la Protezione civile pubblicato il 15 maggio u.s. in Gazzetta ufficiale prevede che lo Stato non risarcisca più i cittadini per i danni da calamità naturali. Nel provvedimento si stabilisce inoltre - in via transitoria e a 'fini sperimentali' - la facoltà per i privati di estendere "ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà dei privati".

"Ancora una volta occorre esaminare le 'best practice' e il comportamento dei paesi a noi più simili", aggiunge Giovanni Di Trapani dell'Irat-Cnr. "In Francia, ad esempio, la copertura è prestata dalle singole compagnie assicurative, ma gestita a livello riassicurativo da un consorzio garantito dallo Stato. Purtroppo, nonostante l'argomento sia dibattuto da anni, manchiamo di una completa regolamentazione in materia. Tutti i tentativi fin qui condotti sono naufragati per il mancato accordo tra le forze politiche e per le evidenti difficoltà ad assumere tali rischi dal mercato assicurativo. In Spagna, invece, esistono coperture sin dal 1939, in Norvegia dal 1980. L'Italia in questo campo è rimasta molto indietro, anche rispetto a paesi come la Romania e il Marocco".

"La necessità di rendere semi-obbligatorie la copertura assicurativa e di prevedere forme di esenzione fiscale dei premi 'Calamità naturali' è sostenuta da tempo anche dalle autorità nazionali del settore", conclude Coviello."Appare quindi necessario tale tipo di scelta, che andrà regolamentata e disciplinata a livello europeo".

U.S.

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerche sulle attivit terziarie, Napoli, tel. 081/2470935, -42 , email a.coviello@irat.cnr.it -