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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 6 giu 2012
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

Il cinema si fa eco

Una nuova consapevolezza ecologica protagonista al Festival di Cannes: l'Italia ha promosso i 'valori verdi' e ha annunciato il primo protocollo europeo che esorta le case di produzione a fare film più sostenibili, seguendo regole messe a punto dalle indagini di Azzero CO2, società di consulenza energetico-ambientale di Legambiente.

L'Edison Green Movie certificherà l'impatto ambientale delle riprese e attesterà il risparmio ottenuto dalle pellicole che seguono le indicazioni del nuovo protocollo. L'idea è nata dall'incontro della società energetica italiana Edison con la casa di produzione cinematografica Tempesta.

A far guadagnare il 'bollino verde', saranno l'allestimento dei set con materiali riciclati, l'uso di generatori all'avanguardia per l'illuminazione o la preparazione dei 'cestini-pasto' per attori e operatori con cibi a chilometro zero.

Poche, semplici azioni che, se seguite da tutte le produzioni, porterebbero a un risultato importante. Solo in Italia, ogni anno, si contano quasi 600 mila giornate di riprese e applicando le regole è stata calcolata una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di CO2, l'equivalente prodotto in media da una città con 10 mila abitanti. Risparmi possibili operando nell'intera filiera e adottando accorgimenti che limitano l'impatto ambientale: dalla raccolta differenziata agli allestimenti bio, fino all'uso di mezzi meno inquinanti, come i treni al posto degli aerei.

Tra i pionieri del cinema verde, il regista Ermanno Olmi, legato alla società energetica da ragioni professionali - il suo primo lavoro fu proprio alla Edison - e per sensibilità verso i temi ambientali.