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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

Focus  

Socio-economico

Come evolvono le religioni?

Il concetto di evoluzione teorizzato da Charles Darwin non è rimasto confinato all'ambito della biologia, ma si è trasformato in un paradigma di interpretazione universale, che si è affermato in tutte le discipline umanistiche. Anche la storia delle religioni, con James G. Frazer, ha mosso i suoi primi passi nel solco di Charles Darwin, che - per primo - aveva descritto la religione come una strategia di sopravvivenza, in chiave evolutiva, legata allo sviluppo delle caratteristiche sociali più avanzate e mature dei gruppi umani.
Paolo Xella, dirigente di ricerca dell'Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr di Montelibretti studia il processo evolutivo delle religioni: "Le religioni possono essere potenti strumenti di sostegno psicologico e di coesione sociale. Rispondono alla duplice domanda di identità individuale e di gruppo, proiettando le ansie esistenziali verso una dimensione meta-umana. Se esse riescono sopravvivere e a proliferare, c'è da chiedersi quali siano i loro vantaggi in termini selettivi darwiniani".
Su questo tema, già affrontato da studiosi come Richard Dawkins e Daniel C. Dennett, Paolo Xella sta svolgendo una ricerca in collaborazione con Marco Pontecorvi, del Ludwig Institute for Cancer Research di Oxford, che mira a un approccio integrato, dove biologia e storia della cultura dialoghino affiancate, pur con i rispettivi metodi di indagine. "Le religioni, mostrano spesso caratteristiche che appaiono anti-economiche, ed effetti collaterali di discutibile positività", osserva Paolo Xella. "L'anti-economicità consiste ad esempio in attività molto costose: enorme consumo di tempo, energie, risorse non direttamente funzionali a uno scopo evidente; anche certi riti e certi stili di vita, a volte dichiaratamente non finalizzati a procreare, sembrerebbero di ostacolo. Le religioni, inoltre, causano spesso conflitti individuali e sociali devastanti, comportamenti antisociali, intolleranza: atteggiamenti che paiono contraddire i principi basici della selezione evolutiva". Dunque le religioni, in termini rigidamente 'selettivi', apparirebbero inutili o dannose.
Xella e Marco Pontecorvi mirano a svolgere un'indagine scientifica priva di preconcetti fideistici, in cui "biologia, antropologia, psicologia e storia della cultura (di cui la religione è una manifestazione) cooperino per farci comprendere le fasi che hanno condotto l'umanità a creare complesse istituzioni che, soprattutto sotto forma di monoteismi, oggi incidono sulla vita di miliardi di persone".
"La teoria darwiniana dell'evoluzione", conclude Xella, "può dunque essere definita come una sorta di 'scienza della storia', perché fornisce una cornice di riferimento unitaria a tutte le forme viventi. L'essere umano è l'unico che sembra avere, a differenza di tutti gli altri esseri viventi, la capacità di trascendere i suoi imperativi genetici. Questa caratteristica, di per sé biologica, va inquadrata nell'ambito della storia culturale dell'umanità".
Lo studio dell'Iscima-Cnr offrirà un riscatto epistemologico alla storia, chiamata a dare il suo contributo alla ricostruzione, in chiave retrospettiva, delle vicende che vanno dall'homo sapiens al Big Bang.

Claudio Barchesi

Fonte: Paolo Xella, Istituto di studi sulle civilt italiche e del Mediterraneo antico del Cnr, Roma, tel. 06/90672326, email xella@mlib.cnr.it