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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

Focus  

Cultura

Un puzzle digitale ‘ricompone‘ i monumenti distrutti

Ci vorrà un lavoro lungo, faticoso e costoso per ricostruire il centro storico dell'Aquila. Dopo un evento di conseguenze catastrofiche come un terremoto, il primo pensiero volge alla ricostruzione delle abitazioni, alla velocità con cui poter restituire almeno ciò che di materiale resta alle famiglie travolte da questo tragico e imprevedibile episodio.
Ma l'Abruzzo desidera anche ricostruire in tempi brevi il patrimonio culturale che il terremoto ha sottratto a una regione ricca di storia, il cui capoluogo fu fondato per progetto dell'imperatore Federico II di Svevia intorno al 1230. In tale contesto, un contributo può provenire da una tecnologia digitale progettata dall'Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione (Issia) del Cnr, nata dall'esigenza di recuperare i resti della magnifica vela dipinta da Cimabue nella Basilica Superiore di Assisi, distrutta durante il terremoto del 1997.
"Noi siamo pronti ad aiutare ad accelerare i tempi di restauro", dichiara il direttore dell'Issia-Cnr, Arcangelo Distante, "mettendo a disposizione il nostro sistema per la ricomposizione dei frammenti. Dopo il terremoto umbro, abbiamo sviluppato, in collaborazione con l'Istituto centrale di restauro, un sistema, validato dagli operatori di restauro, che permette di trasporre in modalità digitale il processo di ricomposizione tradizionale, consentendo, attraverso algoritmi matematici, di visualizzare immagini virtuali delle parti d'affresco interessate".
L'elevato numero di frammenti, la loro grande difformità in dimensioni e forma, il loro potenziale danneggiamento hanno suggerito l'uso di strumenti informatici nella ricomposizione. "Il sistema", prosegue Distante, "a partire dalle foto dell'opera d'arte e dai frammenti raccolti, estrae dall'immagine dell'intera opera una regione di interesse che viene visualizzata in massima risoluzione su un monitor, come sfondo su cui intervenire. A questo punto, l'operatore estrae da una banca dati i frammenti archiviati e li posiziona nell'area di lavoro cercandone la migliore collocazione. L'utilizzo di un joystick permette di effettuare, in simultanea, rotazioni, spostandoli e adattandoli. Altre funzioni consentono, inoltre, semitrasparenze, correzioni del colore, di luminosità e contrasto, visualizzazioni ingrandite o d'insieme, che sarebbero impossibili nella pratica tradizionale con i frammenti fisici".
Il software facilita il raggruppamento dei frammenti in base a criteri di omogeneità, la ricerca dei potenziali accostamenti, la stima dei risultati intermedi e finali: operazioni altrimenti più lunghe e complesse da effettuare.
"Questo strumento multimediale", conclude il direttore dell'Issia-Cnr, "permette ai restauratori di operare la ricomposizione digitale in modo parallelo e in remoto".
Con la tecnologia del futuro, è possibile, riappropriarsi, in tempi brevi, delle ricchezze del passato.

Giampaolo Scardia

Fonte: Arcangelo Distante, Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione, Bari, tel. 080/5929429, email distante@ba.issia.cnr.it