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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 1 feb 2012
ISSN 2037-4801

Focus - Applicazioni  

Tecnologia

L'high-tech per il prêt-à-porter

Proporre innovazioni nel campo dei tessuti. Questo il settore di attività di due Istituti del Cnr: l'Istituto per lo studio delle macromolecole (Ismac), sede di Biella e l'Istituto di chimica e tecnologia del polimeri (Ictp) del Cnr di Napoli.

Alcuni ricercatori dell'Ismac hanno lavorato sui tessuti sintetici e naturali con un progetto iniziato nel 2005, finalizzato a realizzare un trattamento alternativo alle resine siliconiche ordinariamente utilizzate per contrastare il comunissimo fenomeno del pilling, il processo che porta alla formazione di piccoli 'pallini' di fibra (pills) sulla superficie del tessuto.

"Il trattamento reattivo con plasma freddo a radio frequenza è una delle tecnologie più promettenti per la modificazione superficiale dei materiali tessili e mostra vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali: basso impatto ambientale, ridotto consumo di energia e di gas di processo", spiega Giorgio Mazzuchetti responsabile dell'Ismac-Cnr di Biella.

Lo studio di funzionalizzazione di materiali tessili con plasma è proseguito negli anni 2007-2010 grazie a un progetto finanziato dalla Regione Piemonte, portando a individuare le reali condizioni operative del trattamento antipilling, con particolare interesse alla resistenza al lavaggio. Il progetto ha conseguito ottimi risultati scientifici, anche se non è stato possibile rendere commerciale il prodotto. "Non c'è stato un interesse concreto da parte delle aziende a causa della difficoltà di dotarsi di una macchina al plasma, il cui acquisto comporterebbe costi elevati. E le piccole imprese tessili che dominano il panorama italiano non riescono a sostenere costi di tale portata", spiega Raffaella Mossotti dell'Ismac-Cnr. "Tuttavia, il valore aggiunto conferito al prodotto potrebbe suscitare l'interesse del mercato e dei consumatori".

La ricerca non è comunque conclusa poiché la macchina, una volta cambiata la sua configurazione, è stata utilizzata per il trattamento antimacchia-idrorepellente e per il pre-trattamento di tessuti in poliestere e in lana soggetti a tintura. Il background sul plasma acquisito dall'Istituto ha inoltre determinato la richiesta di consulenze da parte di molte aziende.

Destino analogo per lo studio condotto dall'Ictp-Cnr, che ha realizzato un tessuto naturale capace di assorbire odori sgradevoli, quali quelli del fumo e della cucina. La ricerca è basata sul processo comunemente definito 'incapsulamento molecolare', già utilizzato in altri settori come l'alimentare, il cosmetico e il farmaceutico. L'attività di ricerca ha previsto la funzionalizzazione delle fibre di lana con ciclodestrine.

"La ciclodestrina inglobata nel tessuto funziona come una spugna in grado di ingabbiare il cattivo odore, non consentendogli di legarsi alle fibre e quindi neutralizzandone l'effetto", spiega Cosimo Carfagna dell'Ictp-Cnr. "Nonostante l'attenzione prestata dalle imprese del settore ai vantaggi derivanti da questa tecnologia, applicabile in modi diversi, ad esempio per il rilascio di profumi o di agenti repellenti per insetti, non c'è stata commercializzazione. La difficoltà dell'industria tessile, che in tale ambito si è rivelata fortemente 'conservativa' è stata quella di acquisire un'innovazione di prodotto di tale portata".

Paola Marziano

Fonte: Cosimo Carfagna, Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri, Pozzuoli , email cosimo.carfagna@ictp.cnr.it - Raffaella Mossotti, Istituto per lo studio delle macromolecole, Biella, tel. 015/8493043 , email r.mossotti@bi.ismac.cnr.it -