Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 18 - 9 nov 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

Un modello per non rimanere a secco

Un modello può prevedere la portata delle sorgenti e degli acquedotti che queste alimentano. Lo hanno messo a punto i ricercatori dell'università del Sannio, testandolo, sul massiccio del Terminio (Av) fiume che rifornisce l'area di Napoli. Le sorgenti considerate dal modello sono di tipo carsico.

"Il modello ha l'obiettivo di prevedere, attraverso un sistema computazionale, la portata media delle sorgenti a una distanza temporale di tre e sei mesi, date determinate caratteristiche idrogeologiche e geologiche così da consentire una gestione sostenibile dell'acqua'', spiega Salvatore Rampone, docente di Sistemi di elaborazione delle informazioni nell'Università del Sannio e coordinatore della ricerca.

"Scopo del sistema", spiega ancora Rampone, "è modellare la relazione pioggia-portata degli acquiferi carsici, ossia dei depositi di acqua sotterranea nelle rocce sedimentarie, calcaree e dolomitiche (carbonatiche) consentendo la previsione delle portate prima dell'arrivo dei mesi estivi, più secchi". Largamente diffusi (il 12% delle terre emerse sono costituite da rocce carbonatiche), gli acquiferi carsici rappresentano un'importantissima risorsa idrica su scala mondiale.

Il clima mediterraneo, come sottolinea Rampone, "determina un rapido aumento dell'evapotraspirazione, ossia dell'evaporazione dell'acqua caduta con le precipitazioni, e una diminuzione di queste verso primavera-estate. Specialmente durante la siccità, vi sono drastici cambiamenti nella portata delle sorgenti, e il fenomeno diventa particolarmente evidente nei mesi di luglio e agosto". Il modello, che si basa su diversi parametri fra cui precipitazioni, temperature, portata storica ed evapotraspirazione, ha permesso di prevedere in modo appropriato, per esempio, la portata delle sorgenti di Serino nei mesi di maggiore stress idrico, luglio e agosto.