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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 28 set 2011
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

L'economia italiana secondo Svimez

Secondo il Rapporto Svimez 2011 sull'economia del Mezzogiorno, il 2010 segna l'inizio della ripresa mondiale, dopo la profonda crisi del biennio 2008-2009. Paesi trainanti, Usa e Giappone insieme con le economie emergenti (Cina, India, Brasile e Russia). Grazie alle esportazioni i Paesi europei, con eccezione di Grecia, Spagna e Irlanda, recuperano in parte le flessioni degli anni precedenti, nonostante una domanda interna ancora debole.

Anche per l'Italia il 2010 segna lo 'start' per la ripresa: il Pil nazionale è cresciuto dell'1.3%, pur rimanendo distante dal +1.5% della Francia e del +3.5% della Germania. Le pesanti conseguenze della crisi si sono verificate, in termini di impatto sociale sui redditi delle famiglie e sull'occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno. Il Pil è aumentato al Sud solo dello 0.2%, mentre il Centro-Nord registra un +1.7%. A livello regionale, i poli opposti sono il Veneto (+2.8%) e la Basilicata (-1.3%). A recuperare il calo del 2009 nel Sud è l'Abruzzo, grazie alla ripresa dell'industria e alla buona performance dei servizi.

Anche sotto il profilo della produttività, dal 2001 al 2010, il Meridione è cresciuto del 10% rispetto al 13% del resto d'Italia. La produttività industriale del Sud continua a soffrire, registrando contrazioni anche in una branca essenziale del 'made in Italy' come l'alimentare. [immagine]

Negativa anche la situazione dell'edilizia, per la quale permane la depressione degli anni precedenti. In discesa in tutto il Paese gli investimenti e l'occupazione: al Sud la percentuale di senza lavoro è più che doppia rispetto al Nord, con quote elevate di lavoratori in nero.

I servizi e il settore terziario, in Italia, accrescono il valore aggiunto dell'1%, con un andamento particolarmente positivo in comparti come il commercio, il turismo e l'intermediazione creditizia. Rimane, in questa risalita, il divario tra i due poli italiani, poiché in comparazione i servizi del Mezzogiorno sono cresciuti meno della metà. Questa forbice interessa anche il credito: il numero delle banche nel Sud è sceso, come il numero di sportelli (1 ogni 2.948 abitanti). Le imprese faticano a restituire i prestiti e aumenta il numero di prestiti alle famiglie, le cui sofferenze sono ferme sia al Nord che al Sud rispettivamente all'1.2% e 1.5%.

Federica Pennone