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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

La meditazione, medicina del cuore

La meditazione trascendentale riduce la mortalità tra i pazienti cardiopatici e fa bene più di un sano stile di vita o di un'equilibrata alimentazione. Lo dimostra una ricerca americana condotta al Medical College del Wisconsin e della Maharishi University dell'Iowa. Gli studiosi hanno diviso 201 afro-americani in due gruppi: uno doveva seguire la meditazione, l'altro semplicemente modificare lo stile di vita.
Dopo nove anni, nel primo gruppo è stata riscontrata una riduzione del 47% di morte, infarto e ictus rispetto al secondo. Gli uomini e le donne afro-americani che hanno partecipato avevano una media di 59 anni e soffrivano di restringimento delle arterie del cuore. Il gruppo che ha praticato la meditazione ha seguito sessioni di 20 minuti due volte al giorno, mentre l'altro gruppo ha adottato modifiche dello stile di vita come un'alimentazione più sana e un aumento dell'attività fisica. La meditazione sembra aver superato i benefici della dieta e del movimento: oltre che una maggior riduzione delle morti e degli eventi cardiovascolari, ha permesso un calo clinicamente significativo (5mm Hg) della pressione del sangue. Notevoli in alcuni partecipanti anche i benefici in termini di minore stress psicologico.
Nonostante altre ricerche avessero dimostrato i benefici della meditazione sullo stress e sulla pressione del sangue, "questo è il primo studio che dimostra che praticare la meditazione per anni riduce l'incidenza di infarti, ictus, morte", spiega Robert Schneider, principale autore dello studio. "Addirittura l'effetto della meditazione trascendentale osservato può essere paragonato a quello di una nuova classe di farmaci per la prevenzione delle malattie di cuore".