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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 15 dic 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Ambiente

L'Enea presenta l'Italia energetica

Il commissario dell'Enea Giovanni Lelli e il responsabile dell'Ufficio Studi Carlo Manna hanno presentato, l'undicesima edizione del 'Rapporto energia e ambiente, analisi e scenari'. Lo studio illustra le dinamiche in atto nel sistema energetico nazionale e internazionale, evidenziando i percorsi tecnologici che consentirebbero all'Italia di indirizzarsi verso uno sviluppo di tipo sostenibile, avviando un processo di rilancio dei settori industriali interessati all'efficienza energetica, alle fonti rinnovabili, al nucleare e all'uso delle fonti fossili con tecnologie pulite.

La situazione italiana è legata a doppio filo a quella internazionale, nella quale, nel 2009, gli investimenti nel settore energetico hanno subìto una netta flessione a causa della crisi economica. Per quanto riguarda il nostro sistema energetico nostrano, nel 2009, la domanda di energia primaria è calata del 5,8%  rispetto all'anno precedente, con una contrazione significativa delle fonti fossili e una contemporanea crescita delle rinnovabili e delle importazioni di energia elettrica. La domanda italiana di energia  riguarda per il 41% il petrolio,  per il 36% il gas, per il 5% l'energia elettrica importata e per il 7% combustibili solidi.

I consumi finali di energia per settore, rispetto al 2009, sono diminuiti complessivamente del 5,2%, con aree maggiormente colpiti dal calo della produzione industriale (-1,8% nei trasporti, + 3,5% nel settore civile, -20% nell'industria). La contrazione nel settore industriale ha comportato un calo della produzione nazionale di energia elettrica, pari all'8,5%, con una diminuzione del 3,6% nel settore termoelettrico, basato per circa il 44%  sul gas naturale. La fattura energetica dell'Italia è scesa a poco più di 41 miliardi di euro, in forte calo rispetto al picco di circa 57 miliardi di euro, toccato nell'anno 2008. 

Rispetto alla media dei paesi dell'Ue, la nostra domanda è caratterizzata da un maggior ricorso al petrolio, al gas e all'importazione costante di energia elettrica. Lo scorso anno la dipendenza dall'estero è rimasta inalterata, attestandosi attorno all'85%, rispetto al circa 70% della media dei 27 paesi Ue.

Un altro capitolo importante è dedicato alle fonti rinnovabili: nel 2009 il consumo è aumentato del 16% giungendo a un quinto dei consumi complessivi di elettricità; la produzione di energia elettrica da rinnovabili è invece cresciuta del 17%, fino a poco meno di un quarto del totale della produzione nazionale. Incremento significativo nel fotovoltaico, eolico,  rifiuti e biomasse, aree che hanno raggiunto una quota pari al 32% del totale dell'energia alternativa prodotta.

Nell'ambito delle fonti rinnovabili i dati mostrano che l'Italia ha una propensione superiore alla media dei paesi europei a importare componenti, principalmente nel fotovoltaico.

Franco Vivona