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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 24 nov 2010
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

Himalayan seed bank: per tutelare la biodiversità sull'Everest

Nell'anno internazionale della biodiversità, il Comitato Ev-k2-Cnr e la Nepal academy of science and technology, in collaborazione con l'università di Pavia, si fanno promotori di un' iniziativa unica al mondo per la conservazione dell'enorme patrimonio di flora alpina del Parco nazionale dell'Everest, che conta oltre tremila specie endemiche, cioè esclusive, tra piante officinali, selvatiche e agricole: la realizzazione della prima banca dei semi delle piante hymalaiane. 

L'accordo che dà formalmente il via alla ‘Himalayan seed bank' è stato siglato a Kathmandu, alla presenza del vicecancelliere dell'istituzione di ricerca nepalese Surendra Raj Kafle e dal presidente  di Ev-K2-Cnr Agostino Da Polenza, grazie anche al supporto del primo ministro del Nepal Madhav Kumar Nepal, che ha lodato l'operato del Cnr nel campo della ricerca d'alta quota e del monitoraggio climatico.

"Sono particolarmente felice per la realizzazione della prima banca al mondo dedicata a conservare le specie di queste montagne, oggi minacciate dal cambiamento climatico", ha affermato Da Polenza. "Un progetto come questo ha un valore estremamente simbolico, oltre che concreto".

L'iniziativa, promossa in collaborazione con il dipartimento di Ecologia del territorio dell'università di Pavia, verrà realizzata nell'ambito di ‘Share' (Station at high altitude for research on the environment), il progetto di ricerca e monitoraggio climatico-ambientale del Comitato Ev-K2-Cnr, volto a raccogliere dati utili per individuare le migliori strategie di adattamento contro l'impatto del cambiamento climatico nelle regioni montane. Oltre alla conservazione delle specie ‘in-situ' si cercherà, attraverso un programma di formazione di ricercatori locali e di mettere a punto studi sulla germinabilità dei semi in diversi scenari climatici e ambientali.

"Deforestazione, incendi, inquinamento, sfruttamento eccessivo della flora e non ultimi i cambiamenti climatici stanno provocando una perdita di biodiversità impressionante e senza precedenti di un'area annoverata tra i venti ‘hot spot' per la biodiversità al mondo, con una vegetazione naturale che va dalle foreste pluviali tropicali sempreverdi alla vegetazione alpina", afferma Graziano Rossi dell'università di Pavia. "Da un lato studieremo i semi al fine di comprendere quale potrà essere in futuro la reazione delle piante alpine himalayane al riscaldamento climatico, dall'altro vogliamo dare a questi semi e ai loro embrioni la possibilità di sopravvivere nel tempo anche al di fuori del loro ambiente di vita naturale: ciò permetterà in futuro di avere una ‘scorta di sicurezza' per riportare specie in vita anche dopo la loro estinzione in natura.

Fonte: Francesca Steffanoni , Progetto Everest-K2-Cnr, email francesca.steffanoni@evk2cnr.org