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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 10 nov 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Citt  

Cultura

La tecnologia Cnr restaura i centri storici

Larga parte dei centri storici delle città italiane è stata dichiarata patrimonio culturale dell'umanità dall'Unesco. Per difenderli l'Italia ha emanato nel 2004 il Codice dei beni Culturali e del paesaggio che ribadisce il diretto coinvolgimento delle istituzioni territoriali: "Le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione".

Il Consiglio nazionale delle ricerche partecipa con la sua rete scientifica all'attività di studio e valorizzazione del patrimonio culturale, in stretta cooperazione con le istituzioni territoriali. È il caso tra gli altri della collaborazione pluridecennale tra l'Istituto di tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc-Cnr) e la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali della Valle d'Aosta, centrata su progetti di conservazione e valorizzazione dei monumenti del capoluogo e della regione. All'interno di questo duraturo sodalizio ha da poco avuto inizio, con l'applicazione di tecnologie di rilievo e analisi peculiari, un progetto finalizzato alla manutenzione della Porta Praetoria, la maggiore delle quattro porte di Aosta romana, situata nella parte orientale delle mura, che era l'accesso principale alla città di Augusta Praetoria edificata nel 25 a.C.

L'architetto Paolo Salonia, ricercatore dell'Itabc-Cnr, illustra gli obiettivi e i metodi del progetto: "Il rilievo geometrico della Porta Praetoria è attualmente in via di realizzazione mediante l'integrazione di due diverse tecnologie: la prima, pienamente consolidata, utilizza il laser scanner a tempo di volo, già impiegato dal nostro gruppo di lavoro per altri monumenti. La seconda si basa su un sistema di ripresa a basso costo per l'acquisizione di triplette di immagini digitali, fondato sui principi basilari della stereofotogrammetria. L'obiettivo di questa tecnologia è ottenere una informazione 3D estremamente accurata, sia sotto il profilo geometrico, sia per l'informazione colorimetrica. Una volta completata l'acquisizione sarà impiegata una metodologia capace di integrare dati complessi all'interno di un ambiente informatizzato appositamente progettato".

L'aspetto innovativo della ricerca consiste nel trasferimento delle funzionalità specifiche dei Geographical Information System (GIS) alla scala architettonica del singolo manufatto. "Le informazioni acquisite saranno consultabili ed aggiornabili mediante l'utilizzazione di schede associate alle entità geometriche (punto, linea, area) del rilievo architettonico (ad esempio: degrado chimico-fisico-biologico, tipologia materiali, unità stratigrafiche, fasi costruttive, interventi di consolidamento, interventi di pulitura)".

Il sistema sviluppato da Salonia, insieme ad Antonella Negri, è rappresentato da un software denominato ARKIS (Architecture Recovery Knowledge Information System) programmato nel linguaggio proprietario Avenue, basato su motore ArcView (Esri) e validato su diversi casi di studio relativi a edifici storici.

Claudio Barchesi

Fonte: Paolo Salonia , Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali, Monterotondo Stazione, tel. 39 06 90672384., email paolo.salonia@mlib.itabc.cnr.it