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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 27 ott 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Socio-economico

I down sono diversi, ma tra di loro

"I Down? Tutti uguali". Due persone su tre, quasi il 70 per cento del campione intervistato, sono convinte che le persone affette da sindrome di down siano tutte uguali. È quanto emerge da una ricerca del Censis su "Le disabilità tra immagini, esperienze e emotività".

Un luogo comune duro a morire, il dato rilevato dall'istituto di ricerca fondato da Giuseppe De Rita, che nel rapporto viene addirittura definito "ai limiti del razzismo". Secondo tale pregiudizio, le persone Down si assomigliano tra loro sia esteticamente, sia nel carattere. E se ad esserne convinti sono il 75,6% dei soggetti meno scolarizzati, il dato rimane comunque alto anche tra i laureati, che lo ritengono vero nel 60,5% dei casi.

Nonostante quasi l'83% del campione affermi di conoscere la sindrome di Down, il 55,7% di questi è però  persuaso che nella maggior parte dei casi le persone che ne sono affette muoiano giovani, che non superino i 40 anni di età, mentre in realtà l'aspettativa di vita media per queste persone è oggi superiore ai 60 anni. Un altro indizio che le opinioni spesso poggiato su informazioni errate o superate, rischiando così di influenzare comportamenti e atteggiamenti fuori luogo.