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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 19 mag 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Caldo freddo  

Socio-economico

Il clima forgia la personalità

Nel IV secolo a.C. Aristotele definì l'essere umano un animale sociale in quanto tende a vivere a stretto contatto con i propri simili, con cui stabilisce relazioni e legami che ne influenzano il comportamento e ne forgiano la personalità. Questa idea è estremamente moderna poiché sottolinea che il comportamento e la personalità non sono innati, ma derivano delle interazioni tra individui e ambiente. “La personalità viene definita dalle neuroscienze e dalla psicologia clinica come 'l'aggregato interattivo di caratteristiche personali che influenzano la risposta di un individuo all'ambiente'”, spiega Antonio Cerasa, neuropsicologo dell'Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica (Irib) del Cnr. “Le centinaia di tratti di personalità usati per descrivere le mille sfaccettature degli esseri umani sono in gran parte catturati da cinque ampie dimensioni, i famosi Big Five: amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, estroversione e apertura alle esperienze. Questi cinque fattori di personalità possono essere ulteriormente aggregati in due fattori di ordine superiore: Alfa - amicalità, coscienziosità e stabilità emotiva -, che rappresenta un fattore di socializzazione e stabilità, e Beta - estroversione e apertura all'esperienza -, che rappresenta un fattore di crescita personale e di plasticità”.

Poiché l'ambiente esterno concorre alla formazione della personalità potremmo dire che lo stereotipo secondo cui le persone provenienti da luoghi caldi e assolati sono più espansive rispetto a coloro che vivono in posti freddi e piovosi potrebbe avere un fondamento scientifico. A questo proposito il ricercatore del Cnr-Irib chiarisce: “Gli esseri umani sperimentano e reagiscono costantemente alla temperatura ambientale. Dal momento che la temperatura varia notevolmente nel mondo, è stato sempre ipotizzato che essa formi le dimensioni fondamentali della personalità, influenzando i comportamenti abituali alla base dei tratti del carattere. La temperatura può modellare la personalità direttamente, influenzando i comportamenti individuali, per esempio spingendo a esplorare all'aperto contro lo stare in casa, oppure meno direttamente, influenzando le attività collettive, per esempio l'agricoltura, che guidano i comportamenti individuali.

In una recente ricerca pubblicata sulla rivista 'Nature Human Behaviour', un gruppo di ricercatori ha valutato la relazione tra tratti della personalità e cambiamenti climatici in due vaste popolazioni di americani e cinesi. Quello che è emerso è interessante: gli individui cresciuti in regioni con temperature più clementi (vicine ai 22 °C) hanno ottenuto punteggi più elevati sui fattori di personalità legati alla socializzazione e alla stabilità (amicalità, coscienziosità e stabilità emotiva) e alla crescita personale e plasticità (estroversione e apertura all'esperienza). Secondo gli autori, questa scoperta si spiega con il fatto che, essendo gli esseri umani una specie a sangue caldo, tendono a spostarsi verso il comfort termico. Le temperature clementi permettono di esplorare e socializzare di più. Al contrario, quando la temperatura è troppo calda o troppo fredda, gli individui sono meno propensi a uscire, per esempio per incontrarsi con gli amici o per sperimentare nuove attività. Questa prospettiva è coerente con le teorie dell'attaccamento, che sostiene che gli individui sono più favorevoli a esplorare i loro ambienti quando si sentono psicologicamente sicuri”.

Dunque, ambiente e clima forgiano la personalità degli esseri umani. Ma c'è un ulteriore elemento che influisce sul suo sviluppo: la componente genetica. “La nostra personalità è una risultante della complessa interazione tra geni, storia personale e ambiente, anche se ambiente e storia personale pesano di più della predisposizione genetica”, conclude Cerasa.

Vittoria Baracaglia

Fonte: Antonio Cerasa, Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica , email antonio.cerasa@cnr.it -