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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 7 - 7 apr 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Mappe  

Ambiente

Le isole (di calore) di Firenze

L'isola di calore urbana è un fenomeno di anomalia termica che risulta nella differenza positiva di temperatura tra città e zone rurali circostanti ed è originata da molteplici fattori, in particolare dalla modifica antropica del territorio e dalle varie attività umane. Il fenomeno condiziona inevitabilmente l'ambiente cittadino e la qualità della vita della sua popolazione. Il comune di Firenze ha firmato un accordo con l'Istituto per la bioeconomia (Ibe) del Cnr  volto alla mappatura dettagliata delle isole di calore della città, per fornire dati di grande importanza, in grado di fornire linee guida ai futuri progetti di riqualificazione necessari a migliorare il microclima e la vivibilità delle sue aree urbane. Tra le strategie che verranno utilizzate per ridurre il surriscaldamento è prevista l'adozione del primo Piano del verde del comune di Firenze: la diffusione di alberi e vegetazione può contribuire infatti alla diminuzione delle temperature, specie nelle zone più critiche della città, individuate dall'analisi del Cnr-Ibe. La mappatura è stata effettuata tramite tecniche di telerilevamento satellitare, strumento che permette di rilevare con grande precisione le anomalie termiche superficiali e di estendere l'analisi ad aree geografiche ampie, consentendo così di avere un quadro generale della distribuzione delle zone di hot-spot termico e di programmare interventi mirati.

“L'obiettivo di questo studio, che si basa su dati raccolti nel periodo diurno estivo 2015-2019, è stato quello di identificare spazialmente e di quantificare le anomalie termiche superficiali, quindi le zone più calde (hot-spot) e più fresche (cool-spot) dell'area metropolitana di Firenze (comprendente 20 ambiti comunali), oltre a individuare quantitativamente le caratteristiche urbane dominanti in queste zone”, spiega  Marco Morabito del Cnr-Ibe, tra i ricercatori maggiormente coinvolti, insieme ad  Alfonso Crisci e Giulia Guerri,  nella stesura degli elaborati cartografici nell'ambito dello studio sul microclima urbano condotto dall'Istituto del Cnr e dall'Ispra e pubblicato sulla rivista internazionale 'Remote Sensing'. “Il lavoro, effettuato sulla base di un rapido accesso a dati aperti, che in tali studi risulta fondamentale per condurre un'analisi il più possibile dettagliata, fornisce un valido e utile supporto per molte attività pianificate dalle amministrazioni pubbliche, tra le quali il recente accordo stipulato tra il comune di Firenze e il Cnr-Ibe”.

La ricerca svolta presenta alcune particolarità. “L'originalità del lavoro è consistito nell'applicare una robusta metodologia statistica, per individuare gli hot-spot (che sull'area oggetto di studio rappresentano il 6.5% di tutta la superficie) e i cool-spot (che rappresentano l'11.5%) termici superficiali. Queste aree di anomalie termiche sono definite da una serie di punti caratterizzati da valori di temperatura superficiale omogeneamente elevati o bassi, che sono stati caratterizzati sulla base di vari elementi che rappresentano il paesaggio urbano”, prosegue il ricercatore. “Per fare questo, sono stati raccolti ed elaborati dati aperti satellitari della Nasa (Landsat8), con una risoluzione spaziale di 30 m, e tutta una serie di elementi urbani, anche questi disponibili in modo aperto, che hanno permesso di caratterizzare le zone della città rappresentate dalle anomalie termiche, tra cui indici vegetazionali (Ndvi, copertura arborea) e corpi idrici, superfici urbane (consumo di suolo, albedo), morfologia urbana e demografia (fattore di ombreggiamento Sky View Factor, radiazione solare, forma delle aree hot- e cool-spot, densità di popolazione), tutte con una risoluzione di 10 m o anche inferiore. Il principale punto di forza di questo lavoro è avere utilizzato dati aperti, garantendo quindi una facile e veloce replicabilità del metodo, applicabile a qualsiasi contesto metropolitano nazionale. Questo consentirà a chi si occupa di pianificazione urbana di individuare le migliori azioni di mitigazione climatica volte a migliorare il modello termico locale e in generale la qualità della vita degli abitanti delle città”.

Il progetto prevede comunque ulteriori approfondimenti. “I prossimi step previsti nell'accordo stipulato con il Comune di Firenze includono l'estensione dell'identificazione delle anomalie termiche anche al periodo invernale, sviluppando così un nuovo indicatore che tenga conto delle anomalie stagionali, integrando le informazioni ottenute con dati raccolti da stazioni meteorologiche (dove disponibili) utili per la determinazione del profilo orario del benessere/disagio termico del cittadino durante i giorni di acquisizione delle immagini satellitari”, conclude Morabito. “Sono previste inoltre analisi di vulnerabilità in siti urbani di interesse, con simulazioni di interventi di mitigazione dell'isola di calore utilizzando opportuni software. Tutto questo fornirà un ulteriore contributo a supporto di chi si occupa di pianificazione urbana e nel nostro caso trova diretta applicazione nel Piano del verde del Comune di Firenze”.

Angelica Spinaci

Fonte: Giulia Guerri , email giulia.guerri@ibe.cnr.it - Marco Morabito, Istituto per la bioeconomia , email marco.morabito@ibe.cnr.it -