Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

N. 21 - 18 nov 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Notte  

Salute

Stop al bruxismo, con la app salva denti

Ansia da pandemia e lockdown: un'accoppiata terribile che fa stare molti, letteralmente, a denti stretti. Una delle conseguenze del Covid-19, infatti, si mostra essere il bruxismo, ovvero quel continuo digrignare, soprattutto durante le ore notturne, che a lungo andare danneggia gravemente i denti e causa seri problemi alla postura e alle articolazioni della mandibola. In soccorso di chi soffre di questo disturbo ora c'è Bruxapp, un`applicazione per smartphone creata da Goran Djukic, analista programmatore dell`Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, sotto la direzione scientifica di Daniele Manfredini, della cattedra di fisiologia stomatognatica dell`Università di Siena, che consente di valutare i sintomi che riguardano i denti, i muscoli e le articolazioni coinvolte nella masticazione.

“Bruxapp invia un alert sonoro in virtù del quale il paziente può interrompere le attività quotidiane e concentrare l'attenzione sullo stato della sua bocca per chiedersi quale sia, in quel momento, lo stato dei suoi denti: ovvero se le due arcate sono separate, in contatto o in digrignamento, e se prova dolore ai muscoli della mandibola”, spiega Goran Djukic. “Lo strumento digitale, quindi, ha l'obiettivo di consentire una presa di coscienza del proprio stato e, di conseguenza, di valutare l'opportunità di sottoporsi a una visita dal dentista, l'unico che può effettuare la diagnosi finale”.

In condizioni normali tra le due arcate dentarie c'è qualche millimetro di spazio e i muscoli masticatori sono in posizione rilassata. I denti, infatti, si toccano solo quando si mastica o si deglutisce, per un tempo complessivo di circa venti minuti al giorno. Il digrignamento dei denti che caratterizza il bruxismo, invece, può condurre fino a sette ore di sfregamento, cioè all'equivalente del lavoro che i denti compiono in circa due mesi. “Diversi sono i rimedi che vengono prescritti dal dentista nei casi più gravi, in collaborazione con il neurologo o lo psichiatra”, conclude il ricercatore del Cnr-Ifc. “Comunemente viene consigliato il bite, un paradenti che evita lo sfregamento dei denti. Il primo passaggio è però sempre l'assunzione di consapevolezza, da parte del paziente, di avere la dannosa abitudine del digrignamento. Inviando alert sonori, Bruxapp aiuta a fare caso alla condizione della bocca nei vari momenti delle giornata e ad acquisire consapevolezza della proprio livello di bruxismo, così da valutare la necessità di chiedere aiuto allo specialista”.

La app realizzata presso l'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa è stata tradotta in venticinque lingue ed è disponibile per il download in versione sia per Android che per iOs.

Laura Marozzi

Fonte: Goran Djukic, Istituto di fisiologia clinica, Pisa , email goran@ifc.cnr.it -