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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 4 nov 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Scienziati dimenticati o sottovalutati  

Tecnologia

Fisici che hanno cambiato il mondo

Nel libro 'L'alfabeto della scienza-Da Abel a Zero assoluto-26 storie di ordinaria genialità' di Giuseppe Mussardo, fisico teorico e divulgatore scientifico, si scoprono molti fisici che con i loro studi hanno cambiato la storia della scienza, ma che in vita non hanno avuto i dovuti riconoscimenti. Tra questi, Ludwig Boltzmann, Chandra, Paul Dirac, Michael Faraday, Ernst Ising, Lev Davidovi Landau, James Clerk Maxwell, Lise Meitner, Pauli Wolfgang Ernst, Franco Rasetti, Stanislaw Ulam, Wilhelm Conrad Röntgen. “Tutti questi scienziati hanno sviluppato teorie importanti su cui si basano molti degli sviluppi tecnologici attuali, ed esprimere una preferenza è molto difficile. Forse però è alla coppia Faraday-Maxwell, che ha contribuito in modo determinante a definire la natura e il comportamento dei fenomeni elettromagnetici, che si deve l'apporto maggiore: dai dispositivi elettrici a quelli elettronici, dalle telecomunicazioni terrestri a quelle satellitari”, spiega Valerio Rossi Albertini dell'Istituto di struttura della materia (Ism) del Cnr.

Röntgen, fisico tedesco di fine '800, è “come specialista delle radiazioni ionizzanti, il mio maestro spirituale”, ammette il ricercatore. “L'evoluzione dei suoi studi, a distanza di oltre un secolo, è il fondamento delle tecniche che utilizzo in laboratorio. Per menzionare brevemente i meriti di alcuni altri, direi che Maxwell è stato lo scienziato con la maggiore capacità di sintesi nella storia della fisica, riuscendo a descrivere in una teoria coerente, basata su quattro equazioni fondamentali (più qualche altra accessoria), i risultati di innumerevoli studi di altri giganti della scienza. Poi c'è Landau, con meriti didattici analoghi: la sua sterminata competenza gli ha consentito di scrivere una raccolta di tutta la fisica teorica dei suoi tempi, sulla quale hanno studiato generazioni di aspiranti fisici, tra cui io”.

Nella storia della scienza, altri fisici avrebbero dovuto avere più visibilità di quella ottenuta. “La storia è spesso impietosa e lascia in ombra personaggi che dovrebbero rifulgere. Ne nomino solo due, due donne, a dimostrazione dell'apporto che le scienziate hanno dato anche in passato e che è spesso stato disconosciuto: Emmy Noether, un titano della fisica matematica, ammiratissima anche da Einstein. Il teorema che porta il suo nome è uno dei capolavori del pensiero, perché non riguarda un sistema fisico particolare, ma i principi universali a cui soggiace ogni sistema fisico. E poi la chimica fisica Rosalind Franklin. Erano suoi gli studi che hanno consentito a Watson e Crick di capire la struttura del Dna, benché pochi se ne ricordino”, evidenzia Rossi Albertini.

La figura del fisico è fondamentale anche per le scoperte scientifiche del futuro. “Le più sensazionali scoperte, eseguite con apparecchiature sofisticate e foriere di nuovi sviluppi, derivano dalla collaborazione tra fisici o da team guidati da fisici”, conclude il ricercatore: “La scoperta delle onde gravitazionali con enormi interferometri; la scoperta delle particelle che svelano la natura profonda della materia, con l'acceleratore Lhc di Ginevra; il prototipo di reattore nucleare a fusione, in costruzione nel Sud della Francia, potrebbe invece risolvere i problemi di approvvigionamento energetico dell'intero Pianeta; il computer quantistico, con una potenza di calcolo inarrivabile anche per il più potente dei super-computer attuali. E altro ancora”.

Stefania Petraccone

Fonte: Valerio Rossi Albertini, Istituto di struttura della materia, Roma, tel. 06/49934146 , email valerio.rossi@artov.ism.cnr.it -