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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 4 nov 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Scienziati dimenticati o sottovalutati  

Cultura

Galileo, la rivoluzione del metodo

Galileo Galilei, fisico, astronomo, filosofo, matematico e accademico italiano del '600, è un pensatore che ha portato al mondo nuove verità, ma pur essendo autore di scoperte rivoluzionarie, fu messo a tacere dai suoi contemporanei perché ritenuto scomodo dal sistema in cui viveva. Nel Seicento, ha confermato con le sue osservazioni astronomiche la teoria eliocentrica di Copernico, studiando inoltre il moto dei corpi grazie al piano inclinato; con lui nasce anche l'osservazione spaziale, concetto che deriva dal perfezionamento del cannocchiale da lui costruito e da una serie di indicazioni, tutt'ora valide, da lui fornite per vedere cose remotissime nello spazio. Eppure, tali scoperte scientifiche venivano percepite come minacce più che come rivelazioni e il suo rinnegare il pensiero tradizionale, tramandato dalle strutture socio-religiose, lo ha portato a scontrarsi con il mondo ecclesiastico. E non solo…

“Galileo dovette negoziare quello che vedeva - dai monti lunari ai satelliti di Giove, fino alle macchie solari - con la tradizione, che tramandava idee o intuizioni completamente diverse, e con un potere insieme religioso e politico, contro cui dovette in vario modo attrezzarsi per riuscire a guadagnarsi degli amici e per combattere credenze empiriche che si fondavano sul senso comune. Senso comune che di regola è sbagliato, ma al quale rimane cognitivamente imprigionato chi non è educato a pensare in maniera contro-intuitiva, come faceva Galileo coi suoi esperimenti mentali che lo portavano a scoprire come stanno davvero i fatti”, spiega Corbellini direttore del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale (Dsu) del Consiglio nazionale delle ricerche. “Galileo doveva usare strategie retoriche piuttosto che la logica, che non serve a spiegare tesi scientifiche. Gli studi dello storico Murice Finocchiaro hanno esaminato l'articolazione argomentativa del 'Dialogo' di Galilei, mostrando come decine di passaggi (cioè strumenti verbali e tecnici) tra loro articolati sono costruiti in modo non strettamente logico, ma funzionalmente retorico, allo scopo di persuadere lettori non abituati a un ragionamento rigidamente formalizzato, ma in grado di capire un contenuto alogico o ragionevole”.

Il processo a Galilei, sostenitore della teoria eliocentrica in opposizione a quella geocentrica appoggiata dalla Chiesa cattolica, si concluse nel 1633 con la condanna dello scienziato per eresia e abiura. “Il caso di Galilei è stato oggetto di un acceso contenzioso tra filosofi della scienza, dato che fino a Karl Popper fu ritenuto un esempio di rigore logico-sperimentale contro il quale era stata portata la minaccia irrazionale dell'inquisizione e la condanna di eresia, fino a ridurre al silenzio la nuova conoscenza astronomica e dinamica, che confliggeva con le credenze tolemaica e aristotelica”, conclude il ricercatore del Cnr-Dsu.” Ricordiamoci sempre che l'astronomia di Tolomeo e la fisica di Aristotele erano semplicemente percezioni o intuizioni di senso comune messe in forma di filosofia naturale. Poi, il filosofo statunitense Larry Laudan, ma soprattutto l'austriaco Paul Feyerabend, hanno sostenuto che la storiografia riguardante Galileo era strumentale o addirittura (secondo Feyerabend) che nella controversia la Chiesa aveva ragione, poiché difendeva la posizione più razionale. In realtà, tutta la questione risulta fuorviante se non viene esaminata alla luce delle conoscenze che abbiamo oggi di scienza cognitive”.

Naomi Di Roberto

Fonte: Gilberto Corbellini, Dipartimento di scienze umane e sociali e patrimonio culturale del Cnr, Roma, tel. 06/49932657 , email direttore.dsu@cnr.it -