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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 20 - 4 nov 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Scienziati dimenticati o sottovalutati  

Ambiente

John Tyndall, l'inventore del clima

L'espressione “effetto serra” è ormai usata comunemente per indicare un fenomeno naturale che determina la temperatura del Pianeta ed è abitualmente associata al concetto di riscaldamento globale, tema di grande attualità. Sconosciuto ai più è invece il nome dello scienziato che per primo dimostrò sperimentalmente il fenomeno: John Tyndall. Fisico britannico dell'800, membro della Royal Society, grande divulgatore scientifico, fu anche tra i pionieri dell'alpinismo.

“Ciò che è oggi la scienza del clima lo si deve anche a John Tyndall. Non è considerato il padre dell'effetto serra perché Fourier prima di lui, attorno al 1820, aveva già capito il ruolo dell'atmosfera nel trattenere il calore irradiato dalla superficie e determinare la temperatura della Terra, ma il suo grande merito è stato dimostrare sperimentalmente l'effetto serra e comprendere a cosa fosse dovuto”, spiega Elisa Palazzi, climatologa e ricercatrice dell'Istituto di scienza dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr

Oggi il suo nome è noto solo agli addetti ai lavori, ma alla sua epoca è stato uno dei più attivi e noti divulgatori scientifici. “Tyndall pubblicò numerosi articoli scientifici, saggi, oltre a scritti di letteratura, religione, alpinismo e viaggi; ricevette cinque dottorati ad honorem e fu membro di molte società scientifiche”, continua la ricercatrice del Cnr-Isac. “Ma soprattutto gli fu riconosciuta la grande capacità di rendere la scienza e la fisica popolari, parlandone al pubblico in un modo che prima non era mai stato fatto”.

Anche la sua dimostrazione scientifica dell'effetto serra è rimasta epocale. “Nel gennaio 1859, Tyndall iniziò a studiare le proprietà radiative di vari gas. Parte della sua sperimentazione si basò sulla costruzione del primo spettrofotometro per misurare il potere assorbente di vapore acqueo, 'acido carbonico' (ora noto come anidride carbonica o biossido di carbonio), ozono e idrocarburi, e capì il ruolo di questi gas nel determinare la temperatura della Terra”, prosegue Palazzi. “Fu lui a comprendere che azoto e ossigeno, i due più abbondanti costituenti dell'atmosfera terrestre, sono trasparenti al 'calore radiante', cioè alla radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre scaldata dal sole, mentre sono altre le molecole dell'aria, come il vapore acqueo, l'ozono o l'anidride carbonica, in grado di assorbirla e rimetterla verso la superficie, così da scaldare la Terra. Questi gas (serra), quindi, benché presenti solo in piccole quantità in atmosfera, attraverso l'effetto serra contribuivano, e ancora contribuiscono, a determinare il clima della Terra e a farne capire meglio le variazioni. Tyndall affermò infatti che le fluttuazioni del vapore acqueo -che egli riconobbe come il gas a effetto serra naturale più importante - e dell'anidride carbonica potevano essere correlate al cambiamento climatico”.

Una curiosità. “Senza nulla togliere ai lavori di Tyndall, che restano determinanti, fu la scienziata americana Eunice Newton Foote a dimostrare, nel 1856, la capacità del biossido di carbonio di riemettere, riscaldato al sole e poi posto in ombra, in un lungo tempo il calore ricevuto”, conclude Palazzi.

Edward Bartolucci

Fonte: Elisa Palazzi, Istituto di scienza dellatmosfera e del clima , email e.palazzi@isac.cnr.it -