Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 19 - 21 ott 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Gianni Rodari  

Cultura

Fiabe "bestiali"

Fin dall'antichità gli animali sono stati protagonisti di fiabe. Da Esopo ai fratelli Grimm sono descritti con vizi e virtù umani, con lo scopo di educare adulti e bambini. Spesso i comportamenti dei protagonisti sono stereotipati: i predatori sono furbi, famelici e aggressivi, le prede sono ingenue, gentili e innocenti, ma spesso riescono comunque a trionfare. “I comportamenti degli animali descritti nelle favole non sono del tutto simili a quelli che gli animali hanno in natura, sono piuttosto frutto di un immaginario consolidato nel tempo e visto con un'ottica antropocentrica”, spiega Giovanni Amori zoologo dell'Istituto di ricerca degli ecosistemi terrestri (Iret) del Cnr. Ad esempio, le galline sono giudicate poco intelligenti secondo il nostro canone, ma non è così. A volte è soprattutto la morfologia delle varie specie a condizionare un giudizio, così ad esempio animali che ci piacciono di più hanno giudizi più benevoli”.

Se nelle favole di Esopo i protagonisti sono le fragili prede e i prepotenti predatori che personificano rispettivamente il bene e il male, nelle fiabe di Gianni Rodari i protagonisti diventano più complessi e la contrapposizione tra prede e predatori viene sostituita da dialoghi tra animali addomesticati, viziati, snob, abituati a una vita comoda, a stretto contato con l'uomo, la cui vicinanza ha però causato in loro la perdita degli istinti naturali, e animali selvatici forti, furbi, segnati dall'esperienza e da una vita che li ha abituati a contare solo su loro stessi e a considerare l'uomo un pericolo. “La contrapposizione che fa Rodari è corretta. Gli animali 'addomesticati', come dice il termine stesso, sono stati selezionati per uso e consumo da parte dell'uomo e quindi hanno perso gran parte dei comportamenti tipici delle forme selvatiche”, prosegue il ricercatore del Cnr-Iret. “Basta pensare che gli animali domestici non hanno bisogno di procacciarsi il cibo, dunque tutte le strategie di caccia si perdono. Un altro esempio di cambiamento comportamentale è rappresentato dai gatti: il gatto selvatico è un animale solitario, mentre quelli che vivono in colonie cittadine, come a Roma, sono sociali e come tali hanno persino instaurato gerarchie sociali”.

In molte delle fiabe di Rodari gli antagonisti sono gli esseri umani, che sfruttano, maltrattano e ridicolizzano gli animali per trarne un profitto economico o un vantaggio personale. Queste storie hanno l'obiettivo di educare i bambini al rispetto per gli animali fin dalla più tenere età. “Insegnare ai bambini il rispetto per le altre forme di vita che abitano il nostro Pianeta è fondamentale, come accade per qualunque forma educativa, poiché la precoce età conta molto”, conclude Amori. “È anche importante fornire ai bambini informazioni corrette su tutto il mondo animale, non limitandosi alle specie domestiche, ma anche sugli ambienti naturali e sull'importante ruolo che gli animali svolgono nel funzionamento degli ecosistemi”

Vittoria Baracaglia

Fonte: Giovanni Amori, Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri, tel. 06/49914769 , email giovanni.amori@cnr.it -