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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 18 - 7 ott 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Agricoltura  

Socio-economico

Cresce l'occupazione nel settore

Nel contesto di crisi che, negli ultimi anni, ha caratterizzato l'economia italiana, l'agricoltura ha mostrato una maggiore capacità di tenuta e migliori performance rispetto agli altri settori. Nonostante le ormai continue sfavorevoli condizioni climatiche, che hanno determinato difficoltà all'agricoltura italiana, in particolare nel comparto viti-vinicolo e frutticolo, e l'emergenza Covid-19 per cui il sistema agroalimentare italiano potrebbe chiudere il 2020 con una penalizzazione significativa (i dati negativi sono influenzati dalla chiusura pressoché totale, nei mesi precedenti, del canale della ristorazione, così come dai contraccolpi sui flussi di esportazione), l'agricoltura del Mezzogiorno ha mostrato comunque una performance positiva e migliore di quella del Centro-Nord, soprattutto grazie all'andamento nel comparto olivicolo.

Ma è soprattutto sul versante dell'occupazione - in parte anche dei redditi per addetto - che negli ultimi anni si registrano le performance migliori del settore agricolo italiano e meridionale, ben oltre il tradizionale paradigma interpretativo che tende a vederlo come serbatoio di manodopera e/o come settore di primo assorbimento dell'immigrazione. Il miglioramento, non solo quantitativo ma anche qualitativo dell'occupazione agricola, è testimoniato dal ruolo sempre più importante che vi svolgono i giovani. “Emergenza Coronavirus a parte, negli ultimi anni l'agricoltura ha assunto un ruolo importante nella creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto tra i giovani. La ritrovata consapevolezza del valore della terra e le domande che la società civile esprime in termini di sostenibilità e sicurezza alimentare hanno portato una rinnovata attenzione al settore agricolo, soprattutto in termini di attività imprenditoriale da parte dei giovani, come dimostrano gli ultimi dati, che certificano a livello nazionale un aumento netto di oltre seimila imprese a conduzione 'under 35', cresciute del 4,1%”, spiega Antonio Coviello, economista dell'Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr di Napoli. “Dati che lasciano ben sperare sul ringiovanimento delle imprese agricole anche nel Mezzogiorno e testimoniano che occorre continuare a puntare con determinazione sulla prospettiva di un crescente ruolo dei giovani nel settore”. Ed effettivamente, considerando il Rapporto sull'agricoltura del Mezzogiorno Ismea-Svimez  del 2018, l'agricoltura è tornata a dare un contributo positivo all'economia nazionale (+0,9% il valore aggiunto in termini reali). Anche l'occupazione del settore è cresciuta dello 0,6% rispetto al 2017, sintesi di un aumento dell'1,6% degli addetti dipendenti e di un lieve decremento degli indipendenti.  Il numero di imprese agricole archiviate nel Registro delle Imprese, circa 750 mila a fine 2018, registra una lieve flessione, riconducibile al processo di medio-lungo termine di razionalizzazione del settore. Nel frattempo, le imprese agricole giovanili (con responsabile under 35) sono cresciute del 4,1%.

Un elemento che evidenzia l'attrazione del settore agricolo per i giovani emerge anche dai dati sulle immatricolazioni alle università del gruppo agrario, che nell'anno accademico recente  hanno raggiunto un livello di quasi il 20% maggiore rispetto a quello degli anni passati, a fronte di una flessione di circa il 19% per gli immatricolati totali: in termini assoluti, gli immatricolati del gruppo agrario, intorno ai 7.000 a metà dello scorso decennio (nel momento di massima partecipazione degli italiani all'istruzione terziaria), si attestano ora stabilmente sopra i 9.000.

“Il peso dell'imprenditorialità giovanile nel settore, dunque, non è affatto irrilevante”, continua il ricercatore del Cnr-Iriss. “Lo dimostra il trend analizzato negli ultimi anni: gli under 35 hanno creato solo recentemente circa 90mila imprese (il 31% del totale delle nuove imprese nate in Italia), con un saldo di crescita di circa 50mila unità superiore al saldo del totale delle imprese create in Italia nei primi 9 mesi dell'anno (+42mila). Decisamente positivo anche il saldo nel Mezzogiorno, pari quasi a 20mila imprese. Ancora più interessante è l'osservazione dei dati relativi alle sole aziende del settore agricolo”.

La focalizzazione dell'osservazione al sottoinsieme degli under 35 restituisce un quadro davvero incoraggiante visto che, sempre nei primi nove mesi dell'anno, si sono iscritte più nuove aziende a fronte di quelle cessate, con un saldo positivo. La stessa fonte di dati segnala il forte contributo dato in molte regioni del Mezzogiorno dall'imprenditorialità giovanile: in Basilicata, Calabria e Molise le iscrizioni di nuove attività da parte degli under 35 superano il 38% delle iscrizioni totali dei primi 9 mesi dell'anno; in Campania rappresentano il 37,5%, in Sicilia il 36,8% e in Sardegna il 33,6% a fronte di una media nazionale intorno al 31%.

Mirna Moro

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo, tel. 081/2470942 , email a.coviello@iriss.cnr.it -